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Lunedì, 12 Settembre 2016 05:55

Senso di colpa, Cinque Regole per superarlo (Vivere in pace con sé stessi)

Senso di colpa, Cinque Regole per superarlo (Vivere in pace con sé stessi)

Se affermo che almeno una volta, nella tua vita, hai provato un ingombrante senso di colpa, dico la verità, giusto? Ad esempio, quella volta, ricordi vero?, quando la tua vocina ti ha martellato per giorni e giorni dicendoti che sarebbe stato meglio non fare, non dire o non scrivere quella cosa… Senso di colpa, che poi si trasforma facilmente in rimorso, un tarlo che continuerà a tormentarci per il resto dei nostri giorni. Ma c’è una buona notizia: il senso di colpa può essere superato.

Smettila di farti le pippe mentali, non serve a niente!
Innanzitutto, cos’è il senso di colpa? È uno stato d’animo negativo “totalizzante”, con conseguenze psicosomatiche, perché viene vissuto sia a livello fisico, con il classico crampo allo stomaco o con il mal di testa dovuto al pensiero fisso, sia a livello psicologico, con un senso di malessere generale che dall’ansia, nei casi più estremi, può arrivare fino alla depressione.

Se lasciamo sedimentare il senso di colpa, commettiamo l’errore più grave, nei confronti del quale cerco di metterti in guardia in quasi tutte le mie Pillole: restiamo impantanati nel passato, ossia perdiamo il contatto con il presente, con quel fatidico “qui e ora”.

Ricordi cosa dico sempre a proposito della necessità di vivere nel presente?


Non mi stanco mai di ripetere che dobbiamo evitare di tormentarci per il passato, perché quel che è fatto è fatto e perché rimuginare è dannoso e inquina la mente. Il senso di colpa, come ho detto, ci mantiene ancorati al passato, e se restiamo con la mente nel passato, non viviamo serenamente il presente e ci angosciamo per il futuro.

Per capire cosa possiamo fare per lasciar cadere nell’oblio il senso di colpa, vediamo da dove nasce e perché, se non prendiamo provvedimenti, tende a rimanere vivo e vegeto dentro di noi.

C’è ovviamente una causa scatenante, alla quale è legata la percezione dell’evento che provoca emozioni negative.

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it

Causa scatenante, percezione soggettiva ed emozioni negative: si tratta di tre aspetti molto soggettivi, come è evidente, perché la causa può essere un comportamento considerato censurabile per il nostro sistema di valori, ma ritenuto accettabile da altri. La percezione degli effetti del nostro comportamento, ossia della sofferenza che abbiamo provocato, può essere fortemente distorta dal filtro che usiamo per giudicare l’accaduto, e dunque è possibile che per noi sia gravissimo un atto ritenuto banale da altri. Di conseguenza, le emozioni correlate al nostro rimorso possono essere spropositate rispetto alla reale portata dell’accaduto, ossia, rischiamo di farci del male del tutto gratuitamente a causa di uno squilibrio che si crea tra l’immagine reale del nostro sé e l’immagine percepita.

Torno alla domanda iniziale. Come possiamo superare il senso di colpa?


Ti propongo Cinque Regole per vivere serenamente e in pace con sé stessi.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


Prima Regola
Cambia il livello di osservazione rispetto a ciò che è accaduto in passato. Occorre modificare la percezione soggettiva su ciò che ha scatenato il senso di colpa e, di conseguenza, rivedere il giudizio su sé stessi, passando dall’autocondanna e dal vittimismo alla sospensione del giudizio.

Seconda Regola
Usa la logica per smontare le convinzioni irrazionali che hanno scatenato il senso di colpa. Domandati con lucidità “cosa è meglio per me”, ossia chiediti se serve provare senso di colpa o rabbia perché hai fatto qualcosa di proibito, per aver provocato sofferenza o perché con il tuo comportamento la tua immagine “reale” si è discostata da quella “idealizzata”, presente soltanto nella tua testa.

Terza Regola
Sviluppa la consapevolezza che il vittimismo non solo non è utile né per il presente né per il futuro, ma rischia addirittura di diventare l’unico filo conduttore dei pensieri per il resto dei tuoi giorni. Impara a dire “basta!”.

Quarta Regola
Accetta l’accaduto, assumitene tutta la responsabilità senza cercare continuamente alibi o farla pagare all’incolpevole capro espiatorio di turno e domandati “cosa posso fare ora” al posto di tormentarti con un inutile “cosa avrei potuto fare allora”. In altre parole, usa in modo positivo l’energia del senso di colpa e agisci per riparare al danno commesso, nel limite del possibile, e per evitare che un simile errore possa ripetersi in futuro.

Quinta Regola
Adotta la Formula del Miglioramento rivolgendoti tre Domande Potenti.

  1. Rispetto a tutto ciò che ho fatto, cosa avrei potuto non fare?
  2. Rispetto a tutto ciò che non ho fatto, cosa avrei potuto fare?
  3. Cosa posso fare per migliorare?

Ti ricorda qualcosa questo percorso? A me sì! Mi fa venire in mente i pilastri su cui costruiamo la nostra autostima:

  1. la consapevolezza dell’accaduto, perché quel che è stato è stato e il passato non si può modificare;
  2. l’assunzione delle proprie responsabilità, ossia accettare l’idea di aver commesso un errore e pensare ad una soluzione, non al problema;
  3. l’accettazione di sé e dei propri punti deboli, primo passo verso il miglioramento.

Sappi che per ciascuna delle cinque regole per vivere in pace con sé stessi che abbiamo appena visto e per consolidare i pilastri dell’autostima è possibile lavorare su sé stessi con un percorso di coaching mirato.


È il momento di agire!
Vuoi saperne di più su come anche tu, grazie all’allenamento mentale, puoi imparare a cambiare il livello di osservazione sui fatti del passato, modificare le convinzioni irrazionali che limitano il tuo agire, sviluppare la consapevolezza del presente, potenziare la tua autostima e trovare la motivazione per rimediare agli errori, nei limiti del possibile, ed evitare di ripeterli? L’obiettivo è ambizioso, ma ce la puoi fare. Contattami e ne parliamo. Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;) 

Ultima modifica il Lunedì, 22 Maggio 2017 09:23

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