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Lunedì, 18 Luglio 2016 06:45

Accettazione e Autostima (Fai il tifo per te e per il tuo successo)

Accettazione e Autostima (Fai il tifo per te e per il tuo successo)

La Pillola dedicata all’autostima ha suscitato molto interesse e la mia definizione, tratta dalla sesta sessione del videocorso Atleta Vincente, «Avere autostima vuol dire conoscere il proprio valore, pur nella consapevolezza dei propri limiti», è stata largamente condivisa, tuttavia il cammino verso il potenziamento dell’autostima parte da un’azione consapevole che non può essere data per scontata. Non basta, infatti, avere coscienza della propria dignità, rispettarsi e avere fiducia nelle proprie capacità: per poter sviluppare una sana autostima occorre sperimentare l’accettazione di sé.

Piantala di remarti contro!
Nathaniel Branden, psicoterapeuta californiano che è riconosciuto come il pioniere nel campo dell’autostima, dice che «l’autostima è impossibile senza l’accettazione del sé».

Cosa vuol dire accettarsi?


Accettarsi vuol dire tifare per sé stessi
, vuol dire alimentare la propria “vocina” con espressioni quali “io sono la persona che sta facendo questa cosa ORA e mi sta bene così”, “io mi accetto ORA per quello che sono”, “io sto bene con il mio corpo e con la mia mente ORA e ho fiducia in me”, “io mi piaccio così come sono ORA”, “io mi tratto con rispetto perché me lo merito”. In altre parole, significa essere alleati di sé stessi e non avversari.

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it

Questo passaggio è fondamentale, perché se prima non si impara ad esercitare l’arte dell’accettazione di sé, l’autostima non riesce a fare il proprio mestiere, non emerge dal profondo dell’anima per avvolgerci con quella piacevole sensazione di forza, di benessere e di serenità che si prova soltanto quando si è in pace e in armonia con sé stessi, non in conflitto.

L’accettazione di ciò che siamo scatena una vitalità straordinaria, perché quando impariamo a riconoscere ogni più piccolo dettaglio del nostro corpo e, più in generale, della nostra esistenza, difetti compresi, come qualcosa che ci appartiene e non come un alieno da combattere, l’energia che prima era sprecata in un conflitto interiore dannoso può essere canalizzata in azioni positive e utili per noi e per chi ci circonda.

In che modo un atleta può usare la forza dell’accettazione a proprio vantaggio?


Immaginiamo che oggi sia una di quelle “giornate no”, nelle quali la sola idea di affrontare un duro allenamento fa star male. L’atleta che l’ha avuta in sorte ha tre possibilità:

  1. saltare l’allenamento;
  2. andare comunque ad allenarsi controvoglia e lamentarsi seminando negatività;
  3. accettare il momentaneo calo di motivazione ed energia e allenarsi senza ingannare se stesso.

La terza è l’unica strategia possibile per diventare un Atleta Vincente, sei d’accordo?

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


Fare pace con quello che non ti piace è il primo passo per migliorare
Il fatto di percepire, riconoscere e accettare un sentimento negativo, al posto di combatterlo, consente di depotenziarlo e metterlo da parte, in un angolino dove risulterà inoffensivo. È un po’ come se l’“io svogliato” per un giorno restasse in panchina e al suo posto a sudare ci andasse l’“io motivato”, ti piace l’idea?

L’atleta che ascolta il suo corpo, guarda in faccia tutti i lati della sua personalità e li accoglie come parte essenziale del proprio essere è sempre in grado di attingere forza dal pozzo inesauribile delle risorse mentali. Si accetta, al posto di negarsi, e guarda avanti, aggiungendo giorno dopo giorno un tassello al puzzle della sua autostima.

Attenzione: accettare alcuni aspetti non positivi di sé stessi, oppure accettare un errore commesso allo scopo di smettere di rimuginarci su, non vuol dire approvare tutto senza spirito critico, ossia ritenere giusto ciò che è oggettivamente sbagliato. Ricordo, infatti, che il cambiamento e il miglioramento partono dal riconoscere ciò che non va, dunque, per cambiare bisogna prima interrogare noi stessi su cosa è accaduto, accettare la spiegazione che la nostra mente ci offre e poi agire per cambiare.

Per approfondire: “I Sei Pilastri dell’Autostima”, di Nathaniel Branden


Questo atteggiamento, valido per tutti gli aspetti della nostra vita, in ambito sportivo porta ad imparare dagli errori commessi, perché dopo ogni errore l’atleta che sta lavorando sul potenziamento della propria autostima fa pace con questo errore, lo accetta e persino lo ringrazia per l’insegnamento che gli ha donato e, senza rimuginarci su, aumenta subito il suo impegno per migliorarsi.

A questo punto dovrebbe essere più chiaro il legame tra accettazione e autostima: accettare gli errori commessi, le cadute, i passi falsi significa poter iniziare immediatamente un percorso virtuoso di miglioramento e questa consapevolezza sviluppa responsabilità personale e fiducia nelle proprie capacità, che sono due ingredienti di base dell’autostima.

Ricordi la regola numero 1 tratta dalla Pillola 88?

 

Non ci sono scuse che tengano: la responsabilità della tua prestazione è soltanto tua.


È il momento di agire!

Vuoi saperne di più su come anche tu, grazie all’allenamento mentale, puoi sviluppare consapevolmente la pratica dell’accettazione, primo passo verso il potenziamento della tua autostima? Contattami e ne parliamo. Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

 

Ultima modifica il Lunedì, 22 Maggio 2017 12:26

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