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Vincere ancora prima di gareggiare

La prestazione nasce molto prima della gara. Attraverso preparazione mentale, gestione dei pensieri, visualizzazione e recupero, ogni atleta può arrivare al momento decisivo nelle migliori condizioni possibili. Ecco le strategie pratiche per allenarti a vincere prima ancora di gareggiare.

Allenarsi a vincere prima di gareggiare

C’è una convinzione molto diffusa nel mondo dello sport: la gara si vince il giorno della competizione.

In fondo è comprensibile, perché è lì che si assegnano le medaglie, si fermano i cronometri, si registrano i risultati e si emettono i verdetti. Ed è lì che si concentra l’attenzione del pubblico, degli allenatori e degli stessi atleti.

Eppure, dopo tanti anni trascorsi nello sport, prima come atleta e poi come Mental Coach, ho maturato una convinzione diversa:

la gara non si vince il giorno della gara.

Proprio così! Come scrivevo nell’articolo in cui parlo della Mentalità Vincente al di fuori dello sport, la gara si vince prima! Si vince negli allenamenti che nessuno vede, si vince nelle scelte quotidiane, si vince nei pensieri che coltivi quando manca ancora una settimana all’evento, e si vince nella capacità di preparare non soltanto il corpo, ma soprattutto la mente.

Perché puoi avere gambe forti, tecnica impeccabile e una preparazione atletica eccellente, ma se arrivi alla competizione con la mente piena di dubbi, paure e tensioni inutili, stai già correndo con il freno a mano tirato.

Ed è proprio qui che si gioca una delle partite più importanti della performance.

La gara invisibile che nessuno vede

Mi è capitato molte volte di osservare atleti che arrivavano a una competizione perfettamente preparati dal punto di vista tecnico e fisico. I tempi in allenamento erano ottimi, le sensazioni positive e i miglioramenti evidenti.

Eppure qualcosa cambiava nei giorni precedenti alla gara: all’improvviso il focus si spostava dal percorso al risultato e iniziavano i confronti con gli avversari, le aspettative, le preoccupazioni, i calcoli e le paure.

“E se sbaglio?”.

“E se gli altri fossero più forti?”.

“E se non riesco a confermare quanto fatto in allenamento?”.

La mente iniziava a produrre scenari che spesso non si sarebbero mai verificati, ma che intanto consumavano energie preziose. Quelle che io binellianamente chiamo… seghe mentali.

La cosa interessante è che questo fenomeno non riguarda soltanto gli atleti inesperti, anzi: spesso colpisce proprio chi tiene molto al risultato, chi è ambizioso, chi vuole fare bene, chi sente la responsabilità della prestazione anche nei confronti degli “altri” che credono in lui (tradotto: motivazione esterna).

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Ed è qui che nasce la cosiddetta “gara invisibile”, quella che si disputa nei giorni precedenti alla competizione, una gara che nessuno vede, ma che talvolta determina il risultato finale molto più della competizione stessa.

Quando la mente diventa un alleato

Nel corso della mia esperienza sportiva ho imparato una lezione fondamentale:

le migliori prestazioni non sono quasi mai arrivate quando ero ossessionato dal risultato.

Al contrario, sono arrivate quando riuscivo a concentrarmi completamente sul processo, quando smettevo di pensare al peso da sollevare (nella mia prima carriera agonistica, in pedana) o al cronometro (nella seconda, in pista), quando smettevo di fare confronti e quando smettevo di cercare conferme.

In quei momenti la mente smetteva di essere un ostacolo e diventava un alleato: la concentrazione aumentava, le energie si conservavano, le emozioni venivano gestite meglio e, soprattutto, cresceva la fiducia.

Non una fiducia ingenua o costruita sull’ottimismo, ma una fiducia concreta, basata sul lavoro svolto, che nasce dal sapere di aver fatto tutto il possibile per arrivare pronto.

Molti cercano la sicurezza nel risultato: i campioni la cercano nella preparazione.

Le cinque abitudini mentali degli atleti che arrivano pronti

Se osserviamo gli atleti che riescono a esprimersi al meglio quando conta davvero, troviamo alcune abitudini comuni.

Vediamole insieme.

1. Proteggono la propria energia mentale

  • Non permettono a qualsiasi pensiero di entrare nella loro mente.
  • Selezionano le informazioni.
  • Limitano le distrazioni.
  • Evitano discussioni inutili.
  • Capiscono che l’energia mentale è una risorsa preziosa.

2. Si concentrano su ciò che possono controllare

  • Non sprecano tempo pensando agli avversari, al meteo o alle circostanze esterne.
  • Investono le loro energie sugli elementi che dipendono realmente da loro.
  • Preparazione > Recupero > Atteggiamento > Concentrazione.

3. Utilizzano la visualizzazione

  • Immaginano la prestazione ideale.
  • Visualizzano movimenti, sensazioni, atteggiamenti e reazioni.
  • Allenano il cervello a riconoscere come familiare ciò che dovranno affrontare.

4. Curano il recupero

  • Molti pensano che prepararsi significhi fare di più.
  • Spesso prepararsi significa fare meglio.
  • E fare meglio implica anche riposare bene.
  • Una mente stanca prende decisioni peggiori.
  • Una mente lucida gestisce meglio la pressione.

5. Rafforzano il dialogo interno

  • Le parole che utilizzi con te stesso influenzano profondamente il tuo stato emotivo.
  • Gli atleti migliori imparano a parlarsi come farebbe un grande allenatore.
  • Con fermezza, fiducia e realismo.
  • Non con critica distruttiva e pessimismo.

Lo sport come metafora della vita

Uno dei motivi per cui amo il mio lavoro di Mental Coach è che i principi dello sport si applicano perfettamente anche alla vita e al lavoro.

Pensa a una riunione importante, a una trattativa decisiva, a una presentazione davanti a clienti o collaboratori.

La situazione cambia, ma la dinamica resta identica: la qualità della prestazione dipende in larga misura da ciò che hai fatto prima.

Nessun manager eccellente improvvisa, nessun imprenditore costruisce un’azienda vincente affidandosi esclusivamente all’ispirazione del momento, così come nessun atleta raggiunge risultati straordinari contando soltanto sul talento.

La preparazione crea fiducia > La fiducia genera serenità > La serenità favorisce la prestazione.

È una catena tanto semplice quanto potente, e funziona nello sport, nel business e nella vita.

La vera definizione di vittoria

Lo rimarco: è convinzione comune associare la vittoria esclusivamente al risultato finale. Naturalmente vincere è piacevole, fa parte del gioco, fa parte della competizione, ma esiste una forma di vittoria ancora più importante.

È la vittoria interna che ottieni quando sai di aver fatto tutto ciò che era nelle tue possibilità, quando arrivi alla gara senza rimpianti, consapevole di aver curato ogni dettaglio, costruito fiducia attraverso il lavoro quotidiano e preparato il corpo e allenato la mente a vincere, come spiego nel mio libro “Allenati a Vincere“.

In quel preciso momento il risultato diventa una conseguenza, non un’ossessione, e paradossalmente è proprio lì che aumentano le probabilità di ottenere la tua migliore prestazione.

È il momento di agire!

Se hai una gara importante nelle prossime settimane, ti propongo un esercizio molto semplice. Prendi un foglio e traccia una linea verticale al centro.

Nella colonna di sinistra scrivi tutto ciò che NON PUOI controllare:

  • gli avversari;
  • il risultato finale;
  • le condizioni esterne;
  • i giudizi delle altre persone.

Nella colonna di destra scrivi invece tutto ciò che PUOI controllare:

  • la qualità dell’allenamento;
  • la tua preparazione mentale;
  • il recupero;
  • l’atteggiamento;
  • la concentrazione;
  • il dialogo interno.

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