Ti è mai capitato di dire “sì” mentre dentro di te urlavi “no”? Succede più spesso di quanto pensiamo. A volte ci sembra la scelta più semplice, altre volte pensiamo di “doverlo” fare. Ma ogni volta che tradisci te stesso per compiacere gli altri, qualcosa dentro si incrina. È come un elastico che continui a tirare: prima o poi si spezza.
Quando l’assertività vacilla: la trappola del “sì automatico”
Molto spesso, durante le sessioni di Mental Coaching, mi sento dire che talvolta è difficile rifiutare richieste di favori impegnativi oppure inviti a un aperitivo o a una cena prima di allenamenti importanti o, addirittura, prima di una gara. Si finisce per accettare, al posto di dire “no”.
La verità? Si dice “sì” per…
… paura di deludere,
… paura di essere giudicati,
… paura di non essere capiti,
… paura di essere esclusi dal giro,
… paura di sembrare poco collaborativi.
E sì che io, durante tutta la mia “prima carriera agonistica”, non ho mai sgarrato, non ho mai bevuto un goccio di alcool per anni… E ho detto parecchi no, esercitando quel “sano egoismo” che mi faceva sembrare arrogante, scorbutico e antipatico (un’etichetta che mi porto addosso anche oggi, a distanza di decenni, ma “ci ho fatto il callo”).
Esattamente 10 anni fa, era il 2015, scrissi un articolo dal titolo “Perché è importante saper dire NO!”. Dopo pochi giorni mi contattò Giovanni (nome di fantasia), un atleta professionista che si era riconosciuto nelle mie parole. Mi raccontò che doveva prepararsi per una gara decisiva, ma era stremato. Non per l’allenamento: per tutto quello che aveva aggiunto sulle sue spalle dicendo sì a ogni cosa (impegni famigliari, amici..). Aveva esaurito il carburante ancor prima di iniziare!
Il reset creativo: il primo “no” che ti cambia la vita
Dopo aver letto il mio articolo, Giovanni aveva ha capito che il problema non era quanto faceva, ma quello che non riusciva a non fare.
Abbiamo iniziato un PerCorso di allenamento mentale e, dopo qualche settimana, ricevo un messaggio:
«Coach, quasi senza pensarci, ho detto il mio primo vero no. No a un impegno inutile, no a un obbligo sociale che non sentivo mio, no a un ruolo che non volevo più interpretare. Non è stato un gesto eroico, ma, come mi hai fatto capire tu, è stato liberatorio. Mi sono tolto un peso e ho ripreso a respirare».
E sai qual è stata la cosa più sorprendente che mi ha raccontato Giovanni nella successiva sessione di coaching?
Nessuno si è arrabbiato.
Non è stato escluso “dal giro”.
Il mondo non gli è crollato addosso.
Ma quel “no” gli ha permesso di affrontate la gara con una lucidità che non provava da tempo.
Questo breve aneddoto ti fa capre una cosa semplice e nel contempo rivoluzionaria:
dire no non è un atto di rifiuto verso gli altri; è un atto di rispetto verso sé stessi.
Coaching decisionale: dire no è una forma di coraggio personale
L’assertività non è urlare le proprie ragioni. È imparare a riconoscere i propri confini e a difenderli con calma, senza sentirsi in colpa. È un lavoro di attenzione, di ascolto, di presenza mentale.
Molti pensano che per diventare più assertivi serva “imparare a parlare meglio”. In realtà, la parte difficile non è parlare: è scegliere. Scegliere cosa conta davvero, scegliere dove investire le tue energie, scegliere chi vuoi essere.
Ogni volta che dici un no consapevole, dici un sì più grande alla tua centratura. E questo, nel lavoro come nello sport (perché, come amo ripetere, sport e vita sono le due facce della stessa medaglia), è ciò che cambia tutto. Lo spiego anche nei miei libri e videocorsi, nonché in molti articoli del Blog di MB dedicati al miglioramento personale e alle dinamiche mentali che frenano le performance.
La lezione: non serve fare di più, serve scegliere meglio
Crescere non significa aggiungere, ma sottrarre. Non significa fare spazio agli altri a discapito di te stesso, ma trovare il tuo centro e custodirlo, e custodire i propri confini è un atto di coraggio: il coraggio di scegliere, il coraggio di non farsi portare via da ciò che non ti appartiene.
La domanda da cento pistole allora è:
dove stai ancora dicendo sì solo per paura di dire no?
È il momento di agire!
Vuoi lavorare con me su assertività, gestione emotiva e decision-making? Puoi farlo in piena autonomia grazie ai videocorsi e ai miei libri “Atleta Vincente” e “Allenati a Vincere”, oppure, come dico sempre, contattami e ne parliamo nel corso di una Sessione di Coaching Preliminare e Gratuita.





