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BUSINESS E SPORT COACH

Il Blog di Massimo Binelli Mental Coach

Pillole di Coaching

Domenica, 13 Dicembre 2020 18:21

Un’“Onda” travolgente di motivazione (Come allenare il “muscolo” della volontà)

Nella Pillola 153 ho definito la motivazione come un fuoco che si sprigiona e continua ad ardere dentro alla pancia immediatamente dopo aver fissato un obiettivo importante. È una vera e propria… Onda di energia che ti spinge a cambiare un’abitudine o un comportamento, oppure a sopportare allenamenti dolorosi e faticosi, tanto dal punto di vista fisico quanto da quello mentale, per migliorare la tua prestazione. Ho scritto Onda con la maiuscola, perché è proprio di una certa Trebisonda, diventata prima Onda e poi definitivamente Ondina, di cui oggi intendo parlare, per affrontare la motivazione da un altro punto di vista.

Mai perdere la... Trebisonda!
Gli amanti della storia gloriosa dell’atletica leggera avranno già capito che mi sto riferendo a Trebisonda Valla, per tutti semplicemente Ondina, nata a Bologna nel 1927, tra le due guerre mondiali.

Fin dall’infanzia, Ondina aveva scoperto di possedere una passione innata per l’agonismo e non ha mai avuto alcun problema ad affrontare gare che poco meno di un secolo fa erano considerate “cose da maschi”, ovvero la velocità, il salto in lungo e il salto in alto. Possiamo quindi affermare che la motivazione interna non le mancava di certo.

Il caso, tuttavia, ha fatto sì che Ondina ebbe proprio all’inizio di quella che poi sarebbe diventata una lunga e gloriosa carriera un incontro-scontro con la sua compagna di scuola Claudia Testoni. Tra loro due nacque un’amicizia, che in pista diventava inevitabilmente rivalità, tant’è che dagli annali si scopre che si incontrarono ben 111 volte in nove anni, ovvero il tempo trascorso tra il loro primo confronto in pista, vinto da Ondina, e la partecipazione alle Olimpiadi.

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La carriera di Ondina è costellata di successi strepitosi: diventa campionessa italiana assoluta degli 80 ostacoli a 14 anni e due anni dopo viene convocata per le Olimpiadi di Los Angeles del 1932, anche se poi non partì per la California perché sarebbe stata l’unica ragazza su una nave di soli uomini, e i costumi dell’epoca erano ancora troppo puritani e maschilisti per consentirlo.

Qual è stata, dunque, la forza che, dopo una delusione che avrebbe demotivato qualsiasi altro atleta, ha consentito a Ondina di tenere duro per altri quattro anni, con l’auspicio che nel 1936 l’atteggiamento nei confronti delle donne atlete potesse cambiare?

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Dalla motivazione alla resilienza il passo è breve
La risposta è da ricercare nella seconda componente della motivazione, ovvero la “direzione”, dall’interno verso l’esterno oppure dall’esterno verso il proprio interno. Nel caso di Ondina, la sua forte spinta interna veniva amplificata dalla rivalità con Claudia, che era foriera di stimoli continui.

Tra il 1932 e i 1936, il palmares della fuoriclasse bolognese si arricchisce di vittorie importanti, tra le quali i quattro ori alle Universiadi di Torino del 1933. È tutto un crescendo di risultati di spicco e prestazioni sempre migliori, fino all’agosto del ’36, quando, assieme ad altre sei azzurre, è il momento di trasferirsi a Berlino, ma in un convento, non nel tanto agognato villaggio olimpico.



La prima sfida tra Claudia e Ondina è negli 80 ostacoli. Le due atlete affrontano la qualificazione alle semifinali in due batterie diverse e passano il turno con lo stesso tempo, 11.9. In semifinale Ondina migliora di 3 decimi e con il tempo di 11.6 fa segnare il nuovo record del mondo, mentre Claudia migliora di un solo decimo.

La finale è da cardiopalma: in quattro, tra cui la tedesca che “doveva” vincere, anche se era già stata battuta in semifinale, tagliano il filo di lana praticamente in contemporanea. Dopo un lungo consulto tra i giudici, la vittoria viene assegnata a Ondina e Claudia ottiene la medaglia di legno.

Sulla loro rivalità è stato costruito un mito che le accompagnerà per tutta la vita, anche se le dirette interessate hanno sempre detto di stimarsi, fuori dalle piste, tant’è che sono rimaste in contatto costante. Forse la loro amicizia è stata rafforzata proprio dalla rivalità dai blocchi di partenza al traguardo, che ha consentito a entrambe di tenere duro in uno dei periodi più difficili per lo sport e, soprattutto, per le donne.

Ondina sarebbe mai diventata campionessa olimpica senza lo stimolo dell’eterna competizione con Claudia?


È una domanda retorica che resterà senza risposta, ma grazie alla mia esperienza di mental coach posso affermare che uno stimolo esterno può essere fondamentale per passare dalla motivazione alla resilienza, che è la capacità di lavorare sodo, mantenendo la motivazione al livello più elevato possibile per tutto il tempo necessario al raggiungimento dell’obiettivo principale.

Bisogna tenere allenato il “muscolo” della volontà
Nella Pillola 74, dicevo che la volontà è il motore che ti consente di puntare ai tuoi obiettivi con costanza e determinazione, mentre la resilienza è il carburante del motore volontà. È una forza ancora più intensa, che ti permette di mantenere costanti la motivazione e la volontà anche quando, per ragioni esterne (nel caso di Ondina furono questioni politiche, ma può trattarsi di un infortunio, per esempio, o del Coronavirus, che ha comportato lo slittamento di un anno delle Olimpiadi di Tokyo 2020 e dei Mondiali di sci di Cortina 2021), l’obiettivo si sposta in avanti nel tempo e ti costringe a metabolizzare e ad accettare la prospettiva di tanti altri mesi di sofferenza.

È il momento di agire!
Che ne pensi di lavorare assieme a me per individuare la fonte della tua motivazione interna, da rafforzare, e tutti i possibili stimoli di motivazione esterna, per amplificarla ulteriormente? Conosci la risposta: contattami e ne parliamo… Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Domenica, 13 Dicembre 2020 18:21
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