massimo binelli

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Pillole di Coaching

Concentrazione

“Zatopek, chi era costui?” (Dolore, Determinazione, Concretezza e Fiducia)
Pubblicato in Crescita Sportiva

A Campi Bisenzio, in Toscana, la regione in cui vivo, c’è lo stadio “Emil Zatopek”, dove ogni anno si svolgono manifestazioni importanti di atletica leggera. Nel settembre 2019, per esempio, ha ospitato i Campionati Italiani Master e il sottoscritto, ovviamente, ha disputato il fatidico Giro della Morte. Quando vengono organizzate gare del settore giovanile (alle quali, come è noto, partecipo finché riuscirò a far “mangiare la polvere” a qualche baldo giovine, in virtù del mio motto: “Alla partenza ti guardano con sufficienza, al traguardo con riverenza”), la domanda aleggia immancabilmente nell’aria: “Zatopek, chi era costui?

Come aumentare la tua “Potenza” (Dal Rombo Tuonante al Sibilo… Vincente)
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Nella Pillola 157 avevo messo simpaticamente a confronto un V8 Ferrari con un motore Tesla e ne era venuta fuori una metafora molto… potente! Se te la sei persa, ti invito a rivederla. Ebbene, dopo la prova in pista (quella di 400 metri, dove soffro sapendo di soffrire tutte le volte che affronto il Giro della Morte), che mi fu di ispirazione, oggi ne faremo un’altra molto speciale, questa volta però su strada, e proprio su una Tesla!

Dentro di te, che "motore" hai? (Complessità, Semplicità, Massimo Rendimento)
Pubblicato in Crescita Sportiva

Domenica 22 settembre 2019. Siamo in quattro, viaggiamo verso la Svizzera a bordo di un’auto ibrida. Stiamo andando a disputare il XIX Meeting Internazionale Master “Città di Bellinzona”. A un certo punto si accende una discussione che ci accompagnerà fino alla meta: al di là degli aspetti legati all’ecologia e alle invettive di tutte le Grete Thunberg del pianeta, è meglio il rombante V8 Ferrari, nominato per tre anni consecutivi miglior motore al mondo agli “International Engine of the Year Awards”, oppure il sibilante motore Tesla? Questo il dilemma. Il confronto non era tanto sulla potenza, sulla coppia o sull’accelerazione delle vetture su cui sono montati, praticamente equivalenti, ma sull’affidabilità. E mentre in due si scannavano amabilmente, nella mia testa prendeva vita questa Pillola.

Affronta ogni allenamento come se fosse la tua gara più importante (Regola Vincente)
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Ho già trattato il tema della “solitudine” dell’Atleta Vincente nella Pillola 106. Dicevo che il senso di isolamento provato da un atleta che pratica uno sport individuale aumenta al crescere del suo livello di prestazione. Avevo anche citato le parole del grande Pietro Mennea, che in un’intervista del 2012 ricordava delle sue vacanze di Natale e Pasqua trascorse «da solo» al centro federale di Formia. Torno sull’argomento perché, come ben spiegava la Freccia del Sud, la condizione di solitudine in cui si ritrova un campione pian piano diventa uno stile di vita, però in allenamento, se non si hanno degli sparring partner con cui lavorare, per evitare cali di prestazione occorre inventare delle soluzioni creative.

Sei trucchi per controllare il tuo stato d’animo (Come prevenire i momenti negativi)
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Nella Pillola 138 ti ho suggerito le strategie da mettere in atto per creare un livello di osservazione della vita positivo e, di conseguenza, per consolidare una prospettiva degli eventi potenzialmente positiva. Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo certamente concentrarci sulle opportunità, sulle soluzioni ai problemi e su ciò che abbiamo attorno a noi e dentro di noi, tuttavia potrebbe non bastare, soprattutto se ci rendiamo conto che talvolta è sufficiente un solo pensiero fuori posto per farci cambiare stato d’animo, con il rischio di compromettere l’esito di un evento importante. Si può fare “prevenzione”?

Scegli un livello di osservazione positivo (“O si domina o si è dominati”)
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Tutti i percorsi di allenamento mentale che propongo, da quello base, che può affrontare con il faidaté chi acquista il mio libro “Atleta Vincente”; a quelli intermedi, tramite una delle Formule del videocorso AtletaVincente.com, che prevedono parte del lavoro da svolgere in autonomia e parte con me; fino a quello avanzato, che si svolge esclusivamente con me, in modo personalizzato, partono dalla ristrutturazione del dialogo interno, che io considero il primo pilastro su cui costruire le fondamenta della potenza mentale di un vero Atleta Vincente. Lo scopo che mi prefiggo è di creare un livello di osservazione della vita positivo e, di conseguenza, consolidare una prospettiva degli eventi positiva.

Visualizzazione e simulazione della gara (Come superare le barriere mentali del disagio)
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La visualizzazione è uno dei pilastri su cui poggia la potenza mentale di un Atleta Vincente. Per questa ragione, ne ho già parlato in diverse Pillole, che ti invito a rivedere, a partire dalla numero 48, e ovviamente sviluppo l’argomento sia nel videocorso AtletaVincente.com sia nel mio libro. Ciò nonostante, grazie alle domande che mi rivolgono gli atleti che seguo e grazie all’esperienza che accumulo giorno dopo giorno, continuano a emergere con regolarità livelli di osservazione fino a quel dato momento sconosciuti e nuovi spunti di miglioramento.

La Ruota dell’Eccellenza (Concentrazione come perno e Sei raggi di miglioramento)
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Terry Orlick, ex campione di ginnastica, allenatore ed esperto di psicologia applicata allo sport, ha inventato la “Ruota dell’Eccellenza”. È una metafora che a me piace, perché il perno di questa ruota è la concentrazione, e scommetto che tale immagine ti ricorda qualcosa, non è vero? Esatto, ricorda la “bolla di energia”, argomento trattato nella Pillola 120, nell’ottava sessione del videocorso AtletaVincente.com e, ovviamente, nel mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”. Proviamo a farla girare, la Ruota dell’Eccellenza di Orlick?

Massima concentrazione e volontà (Focus e positività sono una tua scelta)
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Nella Pillola 5, che risale al Giurassico, ho parlato per la prima volta di concentrazione. Nel mio libro “Atleta Vincente”, uscito nel giugno del 2017, ho ripreso e approfondito il tema e ho definito la concentrazione come «l’abilità mentale che permette di elaborare i dati acquisiti grazie al filtro dell’attenzione adeguato alla circostanza». L’attenzione, infatti, può essere “ampia” o “focalizzata”, a seconda dei casi e delle necessità. L’attenzione ampia può essere paragonata a un grandangolo, che ti dà la possibilità di cogliere una panoramica dettagliata dell’ambiente, mentre l’attenzione focalizzata, molto stretta, è simile all’inquadratura che si ottiene con un teleobiettivo, con il quale isoli e metti a fuoco un particolare specifico di quell’ambiente. Si tratta di un processo che possiamo attivare volontariamente. Come si fa?

La cattiveria agonistica (“Io ti spiezzo in due!”)
Pubblicato in Crescita Sportiva

Nella Pillola 76, quella in cui parlo delle strategie che un Atleta Vincente può adottare per dare il massimo in gara, ho usato per la prima volta la definizione “cattiveria agonistica”. L’argomento è ampiamente trattato nel mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, tuttavia ho deciso di riprenderlo in questo articolo perché molti atleti mi chiedono come può essere potenziata questa “cattiveria” positiva senza sconfinare nell’aggressività negativa.

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