massimo binelli

BUSINESS E SPORT COACH

Il Blog di MB

Pillole di Coaching

Lunedì, 11 Maggio 2015 00:01

Progetto di Miglioramento (Obiettivi condivisi e leadership)

Storia di un programma di coaching, condiviso dopo una lunga ed approfondita analisi, incentrato attorno all’obiettivo di produrre un piano di miglioramento allo scopo di rendere più vivibile il clima di lavoro, aumentare la produttività, ridurre l’assenteismo e consolidare il rapporto tra quadri e personale operativo di un’importante organizzazione che seguo.

Il caso
Si tratta di un’azienda con circa 130 dipendenti. In uno dei settori, il più disagevole, soprattutto dal punto di vista delle condizioni ambientali di lavoro, negli ultimi mesi si stava verificando uno scollamento sempre più marcato tra gli obiettivi individuati della direzione e gli obiettivi percepiti dai quadri e dagli operatori. Inoltre, a causa del malessere diffuso, la produttività era calata sensibilmente e, nel contempo, era aumentata la percentuale di assenteismo rispetto alla media degli altri settori.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


Come nasce un Piano di Miglioramento
Il programma di coaching, condiviso dopo una lunga ed approfondita analisi, è stato incentrato attorno all’obiettivo di produrre un piano di miglioramento allo scopo di rendere più vivibile il clima di lavoro, aumentare la produttività, ridurre l’assenteismo e consolidare il rapporto tra quadri e personale operativo. Facile, no? Il coaching aziendale, è ancora poco conosciuto rispetto alla consulenza tradizionale, e forse è proprio per questa ragione che le aspettative nei confronti della novità miracolosa sono elevate.

Il Metodo
Da coach, pur non avendo la bacchetta magica, ho accettato la sfida. Per farti capire come agisco in casi come questo, ti spiego in sintesi il piano di azione che ho elaborato. In primo luogo, ho condotto colloqui individuali, prima con i capi settore, responsabili intermedi tra la direzione e i capi squadra, e poi con i capi squadra. Con la tecnica del coaching (ricordi le “domande potenti”?), abbiamo affrontato i punti di forza e i punti deboli individuali e aziendali, il rapporto con i superiori e con i subordinati, gli obiettivi assegnati e quelli percepiti come effettivamente raggiungibili, e altri aspetti tipici di una sessione di coaching. Al termine dei colloqui, ho predisposto un quadro di sintesi, suddiviso per argomenti, nel quale ho riportato in forma anonima e aggregata tutto ciò che è emerso nel corso degli incontri, il cui contenuto è rimasto ovviamente riservato. Successivamente, ho convocato una riunione, in presenza della direzione, degli intervistati e di altre figure chiave dell’organizzazione, per condividere gli spunti emersi.

L'Azione
Infine, è stato elaborato il piano di miglioramento, condiviso e reso immediatamente esecutivo, affinché gli effetti dell’attività di coaching venissero subito percepiti in modo concreto a tutti i livelli, dall’operatore al dirigente. Il risultato, estremamente positivo, è stato che ciascuno si è sentito protagonista del cambiamento, sia perché è stato ascoltato e sia perché le sue proposte hanno contribuito al lancio del piano di miglioramento stesso. Nel contempo, nessuno ha potuto assegnare un peso maggiore o minore alla sua proposta rispetto a quella di un collega, perché il quadro di sintesi è stato reso, come ho già precisato, totalmente anonimo rispetto alla paternità dei singoli contributi. Con questo metodo, è possibile affrontare qualsiasi programma di business coaching. Cambierà l’obiettivo, ma la portata del risultato sarà sempre di grande impatto su tutta l’organizzazione o sulla parte che è coinvolta nel progetto.

È il momento di agire!
Che ne pensi di lasciare proprio tu il primo commento qui sotto? Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Mercoledì, 09 Marzo 2016 20:27