massimo binelli

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Il Blog di MB

Pillole di Coaching

Lunedì, 29 Agosto 2016 06:16

Obiettivo: “Voglio migliorare!” (Come ritrovare l’entusiasmo di “fare”)

In quasi tutte le richieste di aiuto che ricevo, è contenuto il proposito “voglio migliorare”. Peccato che questo obiettivo, e più avanti ti spiegherò che detto così non è ancora un obiettivo ben formato, sia soffocato da una lunghissima sequela di piagnistei, di dubbi sul futuro, di tormenti riguardanti il passato. Si può davvero puntare al proprio miglioramento se la mente è inquinata da pensieri velenosi?

Prima accetta i tuoi difetti e smettila di giudicarti, poi pensa a migliorare
Molti di coloro che mi scrivono, e sono davvero tanti, tra YouTube, Facebook e Il Blog di MB, fanno lunghe premesse e prima di arrivare al dunque, si autoaccusano, si flagellano per tutto ciò che non sono riusciti a ottenere nella vita fino a oggi e si angosciano per la paura di “non fare in tempo” a ottenere qualcosa di buono nell’immediato futuro. Alla fine di un messaggio chilometrico, piazzano lì quel “voglio migliorare” e invocano il mio aiuto, sperando in un miracolo.

Il mio aiuto è garantito, e io leggo tutti i messaggi con attenzione, quindi non sto mettendo alla berlina o giudicando in modo negativo il contenuto di ciò che mi viene scritto, tuttavia siamo sicuri che questo sia il modo giusto per formulare il desiderio di voler migliorare?

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it

No, non lo è, per il semplice motivo che più rievochiamo i demoni che abbiamo dentro e più li manteniamo aggrappati alla nostra anima, alla nostra individualità, e questa pesantezza ci condanna all’immobilità e all’impossibilità di cambiare, nonostante le buone intenzioni.

Come dicevo nella Pillola 92, il primo passo da muovere per diventare alleati di sé stessi è l’accettazione di chi siamo, l’accettazione dei nostri difetti e dei nostri limiti. Accettarsi significa sospendere il giudizio, eliminare dal vocabolario del dialogo interno le parole inutili e inquinanti e iniziare ad alimentare la propria autostima con un cibo sano.

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Per evitare sabotaggi, tieni il proposito di migliorare dentro di te
Dobbiamo anche eliminare le parole inappellabili, quel MAI (“Non sono mai stato capace di…”) e quel SEMPRE (“Mi è sempre andato tutto storto…”) di cui ho parlato nella Pillola 62, ed è di vitale importanza far scivolare nel dimenticatoio i rimorsi e i rimpianti che, come lame taglienti, continuano a riaprire e a far sanguinare ferite che mai si rimargineranno se continuiamo a tormentarle.

Chi si lamenta e si flagella tenta inconsapevolmente di ottenere approvazione e attenzione da parte degli altri, senza rendersi conto che il male prodotto da un simile autosabotaggio supera ampiamente gli effetti positivi riposti nella promessa di voler cambiare.


Se vuoi veramente migliorare, non solo devi soffocare questa spinta irrefrenabile a lamentarti, ma devi impegnarti soprattutto a mantenere il più possibile riservato il tuo intento. Non è utile ricercare l’approvazione degli altri a tutti i costi. Il “segreto”, come spiegavo della Pillola 44, serve a proteggerti dalle contaminazioni di chi non resisterebbe neppure un nanosecondo alla tentazione di darti “consigli per il tuo bene”, influenzando o, peggio, smontando ogni tuo entusiasmo con un lapidario “Ti conosco, non ce la farai mai” (e sappi che il Mental Coach al quale ti sei rivolto parte dal tuo “qui e ora”, senza alcun bisogno di rivangare il tuo passato per iniziare a lavorare con te).

Nel contempo, evita anche di rimuginare troppo sulle tue nuove idee, una volta che le hai concepite: c’è bisogno del silenzio dei pensieri per rigenerarsi. Lo dicevo nella Pillola 75: il silenzio è una cura meravigliosa per la mente, perché le parole inutili, persino quelle pronunciate dalla “vocina” nella nostra testa, stancano terribilmente e impediscono al cervello di recuperare le energie, in un circolo vizioso dal quale non è facile uscire.

A questo punto ti spiego perché “voglio migliorare” non può essere considerato un obiettivo ben formato, ossia un obiettivo che scatena la giusta motivazione e che sprigiona l’energia vitale necessaria per perseguirlo con tutte le tue forze.

Come formulare obiettivi e scatenare la motivazione
“Voglio migliorare” è un obiettivo indefinito e non innesca il combustibile della volontà, anzi, è fonte di stress, perché non è affatto chiaro quale miglioramento sarà considerato accettabile da chi lo formula.

In che modo può essere riformulato un obiettivo così generico, secondo la regola SMART-P, alla quale, tra l’altro, è dedicata un’intera sessione del percorso Atleta Vincente?

Se stiamo puntando al benessere fisico, una soluzione potrebbe essere questa:

“Il mio obiettivo è migliorare di 5 minuti il tempo sui 5 km entro 6 mesi, allenandomi per un’ora tre volte alla settimana”.

Se invece si tratta di un obiettivo professionale, la formula vincente potrebbe essere questa:

“Il mio obiettivo è aumentare le vendite del 20% in tre mesi, pianificando 5 visite al giorno a potenziali clienti per 5 giorni alla settimana”.

In entrambi i casi si tratta di obiettivi specifici, misurabili in modo oggettivo e contenenti l’impegno a fare qualcosa di concreto entro un certo tempo per raggiungerli. Tutto questo fa nascere il senso di responsabilità, perché il successo dipenderà esclusivamente dall’impegno personale, a tutto beneficio dell’autostima.

Una volta formulato l’obiettivo, si potrà lavorare sui punti di forza, per renderli ancora più determinanti, e sui punti di debolezza, per ridurli o eliminarli del tutto. Inoltre, sarà possibile creare una tabella di marcia con verifiche intermedie che consentano di capire se siamo sulla strada giusta o se non sia il caso di avviare opportune azione correttive in corso d’opera.

A questo punto ti rivolgo una domanda binelliana: vuoi migliorare?

È il momento di agire!
Con le tecniche del coaching posso aiutarti a sviluppare il sogno che coltivi da tempo, a formulare in modo corretto l’obiettivo a cui vuoi puntare e a definire la tua tabella di marcia. L’entusiasmo e la “voglia di fare” saranno una conseguenza immediata di questo approccio positivo. Contattami senza impegno e ne parliamo. Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Lunedì, 22 Maggio 2017 14:17

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