Marcell Jacobs:
«L’allenamento mentale è importante quanto quello fisico».
Una breve intervista a Marcell Jacobs, poco meno di un minuto, ma capace di racchiudere una delle lezioni più importanti per qualsiasi atleta. Ai Campionati Italiani Assoluti di Atletica Leggera di Firenze ho avuto l’opportunità di rivolgere una domanda al Campione Olimpico dei 100 metri e della staffetta 4×100 ai Giochi di Tokyo.
La sua risposta conferma, con la semplicità dei grandi campioni, ciò che sostengo da anni: il talento da solo non basta e la preparazione mentale non è un’opzione.
Ci sono momenti che valgono più di una conferenza intera: sono sufficienti poche parole pronunciate dalla persona giusta, nel contesto giusto, per lasciare un segno profondo.
La domanda che ho rivolto a Marcell nasce dalla convinzione che porto avanti da tutta la mia vita professionale, prima da atleta e poi da Mental Coach:
«Marcell, un atleta è una somma perfetta tra preparazione fisica, allenamento tecnico e preparazione mentale: che ruolo ha per te l’allenamento mentale?».
La risposta è stata immediata, spontanea e, soprattutto, estremamente significativa.
«Mi mancava un pezzo del puzzle»
Jacobs ha raccontato un passaggio fondamentale della propria carriera.
«Penso che sia veramente fondamentale. Me ne sono reso conto nel 2020. Io reputo che quando lavori con uno staff è come se costruissi un puzzle.
Ho messo insieme tutti i pezzi e comunque non riuscivo a dimostrare quello che era il mio valore.
A un certo punto mi sono reso conto che forse mancava un pezzo del puzzle: il lavoro mentale, che non avevo mai considerato».
Questa immagine del puzzle è straordinariamente efficace.
Molti atleti dedicano migliaia di ore alla preparazione atletica, affinano la tecnica in ogni dettaglio, curano alimentazione, recupero e materiali. Eppure, quando arriva il momento decisivo, qualcosa continua a non funzionare.
Non manca la velocità. Non manca la forza. E non manca nemmeno la tecnica.
Manca il pezzo che tiene insieme tutto il resto, ed è proprio questo il significato dell’allenamento mentale.
Il coaching non serve quando hai un problema
La parte che mi ha colpito maggiormente è arrivata subito dopo.
«Uno pensa che il lavoro mentale bisogna farlo quando hai un problema. Invece fa parte semplicemente di un percorso che, messo nell’insieme, mi ha trasformato nell’atleta che sono oggi».
Quante volte sento dire:
- «Quando entrerò in crisi inizierò un percorso».
- «Se avrò problemi di concentrazione cercherò un Mental Coach».
- «Finché va tutto bene non mi serve».
È un errore molto diffuso, ma l’allenamento mentale non è una medicina da assumere quando qualcosa si rompe. È un allenamento vero e proprio, esattamente come la forza, la tecnica o la resistenza.
L‘allenamento mentale è ciò che permette di trasformare il potenziale in prestazione.
Ed è significativo che questa riflessione arrivi proprio dall’uomo che, pochi mesi dopo aver iniziato quel percorso, sarebbe diventato Campione Olimpico.
Una conferma importante
Chi segue da tempo il Blog di MB sa che questo concetto ricorre spesso nei miei articoli. Ho sempre sostenuto che la mente non rappresenta un accessorio della prestazione, ma uno dei suoi pilastri fondamentali.
Quando parlo di visualizzazione, dialogo interno, gestione delle emozioni, concentrazione o routine mentali, non sto proponendo tecniche “alternative”. Sto parlando di allenamento per creare automatismi capaci di mantenere stabile la prestazione anche sotto pressione, perché la mentalità vincente non nasce il giorno della gara: si costruisce quotidianamente.
Quando il talento incontra la mente
Il talento apre delle porte.
L’allenamento fisico permette di attraversarle.
La preparazione mentale ti consente di farlo nel momento che conta davvero.
La storia sportiva è piena di atleti straordinari che in allenamento sembravano imbattibili ma che, nelle gare decisive, non riuscivano a esprimere il proprio valore.
Ed è altrettanto ricca di campioni che, pur non essendo i più dotati dal punto di vista naturale, hanno imparato a gestire pressione, paura, aspettative e concentrazione fino a superare avversari apparentemente superiori.
La differenza, molto spesso, non è nei muscoli: è nella mente.
Le parole di un campione valgono più di qualsiasi teoria
Per questo ho scelto di condividere integralmente questa intervista. Non perché abbia bisogno di un Campione Olimpico che confermi il valore del Mental Coaching, ma perché le parole di Marcell Jacobs, pronunciate a caldo dopo l’oro olimpico di Tokyo 2020 e ribadite in questa intervista, sono state la conferma delle convinzioni che avevo maturato nei 20 anni precedenti.
Jacobs non parla di formule magiche e non racconta scorciatoie. Racconta semplicemente di aver scoperto un tassello che mancava al suo puzzle, ed è un tassello che ogni atleta, indipendentemente dal livello a cui gareggia, dovrebbe iniziare a costruire molto prima di averne un bisogno urgente.
Guarda l’intervista completa
Qui sotto puoi vedere l’intervista integrale realizzata durante i Campionati Italiani Assoluti di Atletica Leggera di Firenze (video by Queen Atletica). Ti invito ad ascoltare direttamente le parole di Marcell Jacobs: sono semplici, autentiche e racchiudono un messaggio che vale per ogni atleta e, più in generale, per chiunque voglia esprimere davvero il proprio potenziale.
Momenti Vincenti
Qui di seguito trovi anche una galleria fotografica con scatti realizzati dal sottoscritto durante la manifestazione: il riscaldamento, la call room, la gara e alcuni momenti vissuti a bordo pista che raccontano l’atmosfera di un Campionato Italiano Assoluto. Non ho aggiunto didascalie: sono certo che saprai riconoscere perfettamente tutti gli Atleti Vincenti che ho immortalato…
Clicca sulle miniature per ingrandire le immagini.
PS: trova l’intruso! 🤭
È il momento di agire!
La domanda che ti lascio è semplice:
hai già completato il tuo puzzle oppure stai ancora trascurando proprio il pezzo che potrebbe fare la differenza?
Se desideri costruire una preparazione mentale solida, sia nello sport sia nella tua attività professionale, sarò felice di accompagnarti in questo percorso.
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Trasparenza: per la realizzazione di alcune immagini presenti nel Blog di MB vengono utilizzati strumenti di intelligenza artificiale. I contenuti testuali restano frutto dell’esperienza professionale e delle riflessioni dell’autore.







































































