massimo binelli

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Pillole di Coaching

Domenica, 17 Novembre 2019 22:13

Le due facce della vittoria e della sconfitta (Tieni sempre il focus sul tuo obiettivo)

«Sei consapevole dell’importanza di accettare i fallimenti per continuare a crescere, ossia, per dirla in altre parole, del fatto che per riuscire a vincere bisogna saper perdere?». È questa la “domanda da cento pistole” a cui dovrai rispondere una volta arrivato alla Pillola 11 del mio libro “Atleta Vincente”. Il capitolo, che ti fornisce gli strumenti per imparare ad accettare gli insuccessi, si apre con queste parole: «Il giorno in cui considererai una sconfitta come un’opportunità di rinascita, potrai dire di essere diventato un Atleta Vincente, perché per vincere prima di tutto bisogna saper perdere». Vittoria e Sconfitta (e scrivo entrambe con l’iniziale maiuscola), tuttavia hanno due facce, o meglio: sono le due facce di una stessa medaglia.

Murphologia: “Se qualcosa può andar male, lo farà”
Domenica 8 settembre 2019. È il giorno della mia gara, i 400 metri, ai Campionati Europei Master di Atletica Leggera, in programma a Venezia. Avevo dedicato tutto agosto, senza prendermi nemmeno un giorno di ferie, alla preparazione fisica, perché, dopo la medaglia d’oro conquistata nella staffetta 4x200 agli Europei Indoor 2016, edizione che si era svolta sempre in Italia, ad Ancona, il mio obiettivo era quello di disputare una buona gara individuale, per poi ottenere la convocazione per la staffetta azzurra 4x400.

Cinque giorni prima, avevo pubblicato sui social l’immagine di un sito di previsioni meteo. Proprio a cavallo degli orari di gara, era indicato un forte temporale, simpatico intermezzo nel corso di una lunga serie di giornate serene.

Come mi aspettavo, erano arrivati commenti tra l’ironico e il provocatorio, della serie “ti abbiamo preso in castagna, tu che predichi bene ma poi razzoli male”. Infatti c’è chi, come il grande “Johnny” aveva subito scritto: «È il futuro... Buttalo via»; e chi, come Monia, mi aveva redarguito con un perentorio: «Inutile sprecare energie per pensarci ora, ci penserai domenica quando sarai sui blocchi». Come dargli torto!

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it


E quella fatidica domenica era arrivata, puntuale, portando con sé nuvole dense e minacciose. Iniziamo il riscaldamento, il tempo regge, “forse ce la facciamo a scamparla”, è il pensiero che si legge nel fumetto che esce dalla testa di ogni atleta che di tanto in tanto butta uno sguardo al cielo.

Da regolamento, 20 minuti prima della gara entriamo in call room, quell’anticamera tra la zona di riscaldamento e la pista, dove gli atleti restano in attesa della chiamata. A un certo punto, dopo la seconda batteria, si scatena il diluvio. Le gare vengono sospese, ma non c’è modo di uscire dalla call room, si resta lì, in trappola, e inevitabilmente ci si raffredda.

Dopo circa un quarto d’ora, che sommato ai venti minuti canonici fanno oltre mezzora di attesa, le gare riprendono. La pioggia è cessata, ma soffia un vento fortissimo. Io ho l’ottava corsia, quella più esterna. Il vento è talmente forte che sono costretto a chiedere a un addetto alla pista di trattenere alcuni pesanti striscioni che si erano staccati dalle staccionate e stavano sventolando in corsia.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


Roba da Figlio del Vento
Colpo di pistola: nel primo rettilineo ho il vento a favore, che mi fa persino sbandare (chi è in ottava corsia percorre pochissima curva); nel rettilineo finale, invece, ho il vento contro ed è come correre con qualcuno che ti trattiene da dietro, non avanzi. Risultato finale? Tutti coloro che si sono trovati in questa condizione hanno fatto fermare il cronometro circa due secondi in più rispetto al tempo di accredito.

È evidente, quindi, che le condizioni meteo valgono sì per tutti, ma SOLO SE si gareggia tutti assieme! Se invece la prima batteria si corre con calma piatta; la seconda sotto la pioggia; la terza viene sospesa per diluvio; e quando le gare ripartono si corre contro la bora, beh, NON È proprio uguale per tutti!

Scenario numero uno: inizio a imprecare perché mi sono allenato per mesi, compreso agosto, senza pause, mi sono spupazzato ottocento chilometri e alla fine la mia bolla di energia se l’è portata via il vento.

TRADOTTO: sconfitta esterna e sconfitta interna. Delusione, rabbia e stato d’animo negativo.

Scenario numero due: mi sono allenato per mesi, compreso agosto, senza pause, ho fatto una bella trasferta, mi sono divertito e in gara ho dato tutto. Poteva andare meglio, certo, ma questo è lo sport, quindi archivio subito e sposto il focus sul prossimo obiettivo, ovvero la staffetta 4x400 in programma a Caorle la domenica successiva.

TRADOTTO: sconfitta esterna ma vittoria interna, perché so che ho dato il massimo, non ho nulla da rimproverarmi. Serenità, sorriso e stato d’animo positivo, perché la sconfitta esterna fa parte del gioco, è un ingrediente necessario del successo.

In altre parole, ho messo in pratica, opportunamente adattata alla bisogna, la nota regola di cui ho parlato anche nella Pillola 153:

ho sbagliato > reagisco e analizzo > trovo una soluzione > archivio in fretta l’errore > riparto subito con più convinzione


Con questo mindset, ho trascorso una settimana senza alcuna pressione, domenica 15 settembre ho affrontato la mia frazione in staffetta con grande consapevolezza e ho messo a segno una grande prestazione, attestata dal tempo preso al passaggio del testimone. Anche i miei tre compagni hanno dato il meglio di loro stessi e abbiamo vinto la medaglia d’argento. Per me è stata la Vittoria Esterna che ha completato la Vittoria Interna della domenica precedente.

È il momento di agire!
In sintesi: per sentirsi dei Veri Vincenti occorre lavorare sulle due variabili Vittoria e Sconfitta, ciascuna delle quali può essere percepita come Interna o Esterna. Prova a comporre le varie combinazioni, poi quando ti ritroverai alle prese con un rompicapo che farebbe impallidire Rubik, l’inventore del cubo, contattami e ne parliamo! Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Domenica, 17 Novembre 2019 22:13