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Pillole di Coaching

Domenica, 17 Maggio 2020 19:58

La potenza mentale del maratoneta (Tre Regole per affrontare gare di lunga durata)

L’ispirazione per cucinare questa Pillola mi è venuta dopo aver macinato un po’ di chilometri alla guida della mia nuova auto elettrica. La 157, in questo senso, è stata profetica e, poco dopo averla sfornata, una Tesla me la sono comprata per davvero (al proposito, se te la sei persa, fatti quattro risate con la Pillola di Natale)! Ben presto ho imparato che un’auto alimentata a batteria si comporta in modo praticamente opposto rispetto a una con il motore a scoppio: consumi estremamente ridotti alle basse velocità e in città e aumento quasi “esponenziale” man mano che la velocità aumenta. Quando sei in viaggio, dunque, e stai esaurendo la carica, occorre adattare la velocità in funzione della distanza che ti separa della colonnina più vicina. Ebbene, anche il nostro sistema nervoso ha una specie di “accumulatore di energia”, tant’è che più volte ho parlato di ricaricare la “batteria” degli ancoraggi, e questa energia va dosata in funzione della distanza da percorrere e della velocità, proprio come si fa con una macchina elettrica, altrimenti ti pianti per strada (e, per inciso, non puoi andare al distributore con una tanica…).

Ancoraggi come fonte di energia nervosa
Nella Pillola 116 spiegavo come si fa a ricaricare la “batteria” degli ancoraggi. Al proposito, ti ricordo che un ancoraggio è un processo mentale grazie al quale ricreiamo dentro di noi, consapevolmente o inconsciamente, le emozioni che abbiamo già vissuto in una particolare occasione del passato.

Questo meccanismo, quindi, attinge “energia mentale” da una fonte che, per funzionare al meglio e garantire un effetto potente, deve essere sempre al massimo della sua carica potenziale.

L’ancoraggio, in sostanza, si comporta un po’ come la batteria ricaricabile del cellulare: quando è al 100 per 100, possiamo sfruttare la massima potenza del nostro dispositivo; quando sta per scaricarsi del tutto, compare un avviso per informarci che alcune funzioni verranno disattivate per prolungarne l’autonomia residua in attesa della ricarica.

Istruzioni per l’uso delle batterie
In auto: se voglio divertirmi a fare un’accelerazione da 0 a 100 km/h per togliere il fiato a qualche passeggero un po’ scettico riguardo ai motori elettrici, mi preoccupo della batteria? No di certo, perché anche se non è carica al massimo, dovrà darmi potenza per un tempo molto limitato!

In pista (quella dove si entra con le chiodate, non con le gomme slick!): se sto per correre i 100 metri, mi preoccupo di consumare troppa energia mentale? No di certo, gas a manetta dal colpo di pistola fino al traguardo!

Ma cosa succede se la distanza di gara è superiore ai 100 metri (e d’ora in poi lascio da parte la metafora motoristica)? indistruttibile proprio come la caldaia di una locomotiva.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


Da 30 secondi a 30 chilometri il passo è... breve
Nella Pillola 139 avevo già affrontato il tema del “muro dei 30 secondi”, che ovviamente riguarda i velocisti, mentre nella Pillola 86 avevo parlato del “muro del trentesimo chilometro”, che invece è affare dei fondisti, e in particolare dei maratoneti.

In merito alla soglia dei 30 secondi, lo ribadisco, la scienza ha dimostrato che un essere umano non è mentalmente in grado di sostenere un esercizio alla massima intensità per più di mezzo minuto, un tempo al di sopra del quale il consumo di energia nervosa cresce a dismisura e lo sforzo percepito diventa intollerabile (e la nostra mente è “progettata” per evitare la sofferenza).

In modo totalmente automatico, nei circuiti neuronali di un atleta che sa di dover affrontare una prova di durata superiore ai 30 secondi si attiva una sorta di “regolatore di energia”, che gli impedisce di esaurire le risorse, ovvero di scaricare la batteria, dopo il trentesimo secondo, perché se dovesse accadere, non vi sarebbe alcuna possibilità, per lui, di arrivare fino al traguardo: si pianterebbe prima.



Hai mai visto un quattrocentista-kamikaze che parte a tutta randa e poi ai 350 metri si inchioda?

Ecco, succederebbe più o meno una cosa del genere, sebbene in una situazione simile siano coinvolti anche i processi metabolici, ma è per semplificare…

Siccome più la gara è lunga e maggiore sarà l’energia nervosa necessaria per portarla a termine, questo regolatore di potenza, quando funziona bene, ha il compito di impostare un limite massimo da non superare, in modo che l’atleta arrivi al traguardo in tutta sicurezza.

Qual è, dunque, il segreto per affrontare una gara di lunga durata, evitando sia di risparmiare oltre il necessario, e fare una prestazione troppo conservativa, sia di spendere troppe energie e restare a secco?

Il segreto è condensato in queste Tre Regole.

Prima Regola: crea la Mentalità Vincente
Alimenta la tua mente di pensieri orientati a quello che vuoi ottenere, non a quello che vuoi evitare che succeda.

Per il tuo “cervello cognitivo” un pensiero apparentemente innocuo come “oggi non voglio schiantare al trentesimo chilometro” significa che vuoi arrivare al traguardo, ma per il tuo “cervello emotivo”, in funzione delle ragioni ampiamente spiegate in altre Pillole e, soprattutto, nel primo capitolo del mio libro “Atleta Vincente”, quel pensiero formulato al contrario, ovvero a ciò che non vuoi che accada al posto di ciò che vorresti che accadesse, viene decodificato come un “desiderio negativo”, quindi schianterai al trentesimo chilometro, perché è proprio su quel rischio temibile che avrai tenuto il focus per tutta la gara, e quando arriverà il trentesimo chilometro te lo aspetterai e lo vedrai come un muro davanti a te.

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it


Ricorda che la tua mente, nel bene o nel male, cerca di accontentarti sempre, quindi, per evitare autosabotaggi, tieni il focus unicamente sul traguardo da raggiungere, divertendoti a spezzettare il percorso in piccoli tratti da coprire, un passo dopo l’altro.

In altre parole, per diventare un vero Vincente, devi imparare a pensare, a sentirti, a comportarti e ad agire come un Vincente, perché se gareggi per “vincere”, non hai mai niente da perdere, mentre se gareggi con la paura di perdere, hai già perso dopo il primo passo!

Seconda regola: fidati delle tue potenzialità
Se affronti una gara che dura più di 30 secondi, vuol dire che hai fatto maturare i frutti di una preparazione adeguata. Un 100 metri si può anche correre d’azzardo, ma un 400, un 800, un 10mila, una maratona non ammettono improvvisazione, le conseguenze sarebbero disastrose e i rischi troppo elevati.

Ciò significa che, se hai lavorato bene, durante la preparazione hai istruito alla perfezione il tuo regolatore e, se hai seguito le indicazioni contenute nella Pillola 151, ti sei allenato ogni giorno con entusiasmo, consapevolezza e concentrazione, come se fosse la tua gara più importante.

In gara, lascia che tutto accada in automatico, senza metterti a fare troppi ragionamenti. Prendi la tua andatura e mantienila con fiducia fino alla fine, infischiandotene di quello che fanno gli avversari, e se senti dolore, sopportalo stoicamente, non ti ucciderà!

Conosci la storia di Emil Zatopek? Ecco, prima di insultare il mental coach per quello che hai appena letto, ti invito a dare un’occhiata alla Pillola 163

Terza Regola: spegni i neuroni inutili e risparmia energia preziosa
Nella Pillola 157, quella che è stata “profetica”, dicevo che per evitare di sprecare energia preziosa, l’Atleta Vincente deve tenere accesi due soli neuroni: uno gli serve per fargli vivere in modo totalmente consapevole il “qui e ora” e l’altro per mandare impulsi ai muscoli secondo l’andatura impostata a priori dal regolatore, senza inutili dispersioni (tradotto: senza seghe mentali che scaricano le batterie alla velocità della… luce!).

Adesso non ti resta altro da fare che tenere la batteria sempre carica, poi spetta a te usarla per provare il brivido di un’accelerazione da 0 a 100 in 3 secondi o per percorrere 400 chilometri!

È il momento di agire!
Ti ricordo che nel mio libro di Regole Vincenti ce ne sono ben 48! Se vuoi scoprire assieme a me come si fa ad applicarle tutte per ridurre o azzerare i tuoi punti deboli e per potenziare i tuoi punti di forza, contattami e ne parliamo! Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Domenica, 17 Maggio 2020 22:25

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