massimo binelli

BUSINESS E SPORT COACH

Il Blog di MB

Pillole di Coaching

Lunedì, 04 Maggio 2015 06:48

Il ricambio generazionale (Dal governo analogico a quello digitale)

Uno dei problemi delle micro e piccole imprese a gestione familiare è la quasi totale assenza di pianificazione del ricambio generazionale, nonostante si tratti di una fase cruciale per la vita dell’azienda, in quanto l’avvicendamento al comando comporta anche un cambiamento delle strategie, dell’organizzazione e dell’assegnazione delle responsabilità. Si può intervenire con il coaching in questi casi? Sì, sì può intervenire in modo molto efficace, e in questa Pillola ti spiego in che modo.

Dai nativi analogici ai nativi digitali
L’imprenditore di “vecchio stampo”, che appartiene alla specie in via di estinzione dei “nativi analogici”, ossia di coloro i quali sono un po’ refrattari nei confronti delle nuove tecnologie, gestionali e di comunicazione, nel corso degli anni ha costruito attorno a sé una struttura compatta, all’interno della quale i ruoli sono poco definiti. I sistemi di gestione e, soprattutto, di comunicazione, inoltre, nella maggior parte dei casi non sono stati adeguati alla complessità aziendale che, nel corso degli anni, è inevitabilmente e costantemente aumentata. La resistenza al cambiamento è forte e quando gli eredi iniziano a mettere i piedi in azienda si avvertono i primi attriti. Dal suo successore, il genitore imprenditore si aspetta che sia capace di concepire e realizzare innovazione, portando quella ventata di modernità e di nuova tecnologia digitale che un po’ a lui fa paura, ma l’auspicio è che riesca a farlo creando nel contempo consenso attorno a sé. Gli equilibri interni, infatti, sono abbastanza delicati, sia perché da un lato i nuovi arrivati si sentono costantemente sotto osservazione, sia perché dall’altro lato i componenti storici dell’azienda potrebbero manifestare la tendenza a guardare le nuove leve quasi con timore, inquadrandole più come “figli di…” che non come giovani preparati e capaci.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


Il compromesso
I figli, in genere, riconoscono sempre grandi meriti ai loro padri imprenditori, soprattutto se questi hanno costruito un piccolo impero dal nulla, ma l’ammirazione non è indenne da qualche critica. Intendiamoci: i figli partono da una preparazione scolastica di base e tecnica adeguata ai tempi, e i loro padri si sforzano di capirlo, anche se un po’ temono ciò che comprendono poco, ma pare che non sappiano più “navigare a vista”, che manchi loro quel carattere, quel “fiuto” imprenditoriale che, al di là degli “strumenti”, consente di rischiare al momento giusto. Forse manca qualcosa alle generazioni di “nativi digitali”, in termini di leadership, e questo è un effetto collaterale delle relazioni più virtuali che umane. Perché è innegabile che le relazioni oggi sono molto più “social” che fisiche, ma l’azienda rimane un organismo vivente formato da persone, quindi occorre trovare il corretto compromesso tra analogico e digitale.

Gestire la successione con il coaching
La successione è dunque un evento da gestire e pianificare, per far sì che possa avvenire un lento scambio tra l’esperienza del padre e la mentalità innovativa e un po’ ribelle del figlio. Un business coach, il cui intervento deve essere condiviso dalle due parti e non imposto da una soltanto, può guidare le parti nel processo di insediamento e trasmissione delle responsabilità. Il coach può motivare i padri a trasferire la loro conoscenza ai figli, e a questi ultimi dovrebbe far capire che è importante imparare il più possibile dai padri, anche se a entrambi l’esercizio costa sia in termini di tempo sia di orgoglio. Per ottenere questo risultato, le due generazioni dovrebbero essere aiutate a comunicare usando un linguaggio condiviso, un misto tra analogico e digitale, perché è facile che l’incomprensione iniziale muti rapidamente in diffidenza o scetticismo. Infine, il coach può aiutare gli junior a crescere, per costruire sé stessi, e a fissare obiettivi ambiziosi e di sfida, guardando sì al passato e magari celebrandolo, ma evitando che diventi ostacolo o zavorra per il futuro.

È il momento di agire!
Che ne pensi di lasciare proprio tu il primo commento qui sotto? Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Mercoledì, 09 Marzo 2016 20:27

Lascia un commento

ISCRIVIMI AL BLOG

captcha 
Ho letto e accettato la pagina Privacy e Termini di Utilizzo