massimo binelli

BUSINESS E SPORT COACH

Il Blog di MB

Pillole di Coaching

Lunedì, 30 Marzo 2015 02:01

Il Potere delle Domande (Dall’urlo al dialogo)

Lo spunto per questa Pillola di Coaching è tratto da un’esperienza personale, che mi dà la possibilità di parlarti di un argomento molto importante: il potere delle domande

Di quale potere si tratta?
Nella Pillola in cui spiego perché, nel coaching, non ti dico cosa devi fare, ma ti rivolgo delle domande per far aumentare la tua consapevolezza, paragono il coaching a una partita a scacchi, una metafora per dire che le possibili domande sono pressoché infinite, proprio come lo sono le possibili mosse su una scacchiera. Perché è così importante rivolgere domande? Provo a farmi capire raccontandoti un caso reale.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


Il caso
Stavo seguendo una squadra, preferisco evitare di specificare di quale disciplina sportiva si tratti. Il coach di questa squadra è un ex atleta, che ha abbandonato l’attività agonistica per dedicarsi all’insegnamento. Era molto esigente con i suoi atleti, talvolta anche autoritario e spesso si lasciava prendere dalla rabbia, urlando nei confronti dei suoi giovani atleti che non riuscivano a compiere un gesto per lui “facile”, impossibile, a suo giudizio, da eseguire in modo imperfetto. Il risultato era che gli atleti si sentivano dei buoni a nulla, non riuscendo a svolgere il compito “facile” dato dal loro allenatore. Si chiudevano a riccio e la loro autostima finiva a terra. Il mental coach costruiva e l’allenatore demoliva, in una rincorsa sfiancante e improduttiva per tutti, allenatore e atleti.

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Domande potenti
Dopo alcune settimane di lavoro con gli atleti e di osservazione del metodo adottato dall’allenatore, ho iniziato a lanciare qualche segnale a quest’ultimo, consapevole del fatto che il mio incarico riguardava gli atleti, non il tecnico. Arrivati alla domanda sul perché e sugli obiettivi di un comportamento così duro, mi sono sentito rispondere che, lui, l’allenatore, agiva in quel modo perché «quando era in attività aveva fatto scelte sbagliate e commesso errori che gli erano costati la carriera agonistica, e voleva evitare che i suoi atleti facessero altrettanto». A quel punto ho detto: «Non pensi che una domanda possa essere più efficace di un urlo? Un urlo alza una barriera impenetrabile, una domanda apre un dialogo». C’è stato un attimo di smarrimento, e a quel punto ho suggerito alcune possibili domande da rivolgere all’atleta che non stava eseguendo il compito “facile”, a giudizio dell’allenatore, e ho visto come cambiava l’espressione man mano che questi prendeva consapevolezza del “potere delle domande”. Erano domande pensate per l’atleta, ma il primo effetto è stato quello di far aumentare la consapevolezza dell’allenatore. E quali erano queste domande? Ne riporto qualcuna, tra le mille possibili:

«Oggi non mi sembri molto in forma, è questo il motivo che ti fa commettere l’errore?».
«C’è qualcos’altro che non va oggi?».
«Cosa possiamo fare di diverso per terminare l’allenamento e andare a casa comunque soddisfatti?».

E, per finire, una domanda a mio giudizio molto potente, in tutti i contesti, non solo in quello sportivo:

«Se tu fossi al mio posto, cosa ti diresti in una giornata come oggi in cui le cose non vanno bene?».

È questo il potere delle domande. Lo ribadisco: un urlo fa finire il dialogo, mentre una domanda lo fa iniziare. Domande come queste possono essere formulate in qualunque ambito in cui si svolga il coaching, quindi sport, ma anche business e vita in generale.

È il momento di agire!
Che ne pensi di lasciare proprio tu il primo commento qui sotto? Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Lunedì, 22 Maggio 2017 17:12