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MENTAL COACH E FORMATORE

Il Blog di Massimo Binelli, Mental Coach e Formatore

Pillole di Coaching

Domenica, 20 Giugno 2021 22:08

Il cambiamento parte dalle piccole cose (Fai leva sul principio della coerenza)

«Ho definito tutti i miei obiettivi, ma non riesco a trovare il modo per auto motivarmi. Devo imparare a non rimandare. Sul lavoro mi ritengo bravo, ma non sono costante. Riguardo alla forma fisica, vorrei iniziare mille attività, ma non riesco mai a partire. Stesso discorso per l’alimentazione: ho studiato libri di nutrizione, so perfettamente quali sono gli alimenti più sani, conosco il mio fabbisogno giornaliero, ma non riesco a essere regolare. Puoi aiutarmi?». Quello che ho appena citato è il passaggio più significativo di un lungo messaggio che mi è arrivato qualche giorno fa. L’email conteneva anche una lunga lista di obiettivi, ma Angelo, nome di fantasia, non solo ammetteva di non riuscire ad essere costante riguardo ai suoi obiettivi principali; per molti altri obiettivi secondari non trovava nemmeno lo stimolo per fare il primo passo, nonostante li avesse scritti in modo puntuale. Cosa accade nei meandri della mente, in questi casi?

Il cambiamento richiede impegno e metodo

Angelo, che è in ottima compagnia, te lo assicuro, si era fatto inconsapevolmente travolgere dal peso degli impegni che aveva progettato di assumere, con sé stesso e con le persone a lui più care.

Si era concentrato sulla definizione degli obiettivi, sulla pianificazione delle azioni da compiere per raggiungerli (e al proposito ti invito a ripassare la Pillola 156) e sulla rivoluzione copernicana che voleva imprimere alla sua vita personale e professionale, ma aveva completamente perso di vista un principio fondamentale:

il cambiamento parte dalle piccole cose!


La nostra mente, che ha impiegato milioni di anni per imparare a farci evitare la sofferenza, probabilmente inventerà di tutto, a nostra insaputa, per metterci i bastoni tra le ruote, se di punto in bianco decidiamo di modificare la maggior parte delle nostre abitudini.

La probabilità immediatamente successiva a questa “resistenza inconsapevole” sarà che al posto di cambiare tutto non cambieremo proprio un bel niente!

Domanda binelliana: secondo te, cosa posso aver mai suggerito ad Angelo per aiutarlo a trovare dentro di sé la forza per perseguire con costanza i suoi obiettivi?

Rispondo a questa domanda con un’altra domanda (sì, lo so che non si fa!): conosci i criteri su cui si basa una corretta gestione del tempo, ovvero importanza, urgenza, valore, complessità?

Pensa che ne ho parlato in una delle prime Pillole artigianali, la numero 9, un’era glaciale fa… Spiegavo che…

per organizzare al meglio le nostre giornate occorre dare un peso alle attività da svolgere ponendo in relazione l’importanza e l’urgenza di ciascuna di esse.


In questo modo si arriva a determinare quattro tipologie di attività:

  1. Importanti e Urgenti, da fare subito;
  2. Importanti e Non Urgenti, da pianificare;
  3. Non Importanti e Non Urgenti, da delegare o da fare proprio nei ritagli di tempo;
  4. Non Importanti e Urgenti, da fare dopo.

 

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...

 

Prima le cose complesse o prima quelle semplici? Questo è il dilemma!

Una volta identificate le attività importanti e urgenti, si parte da quelle più complesse e “ansiogene” , che richiedono più risorse e freschezza mentale, per poi dedicarsi, man mano che ci si stanca, alle attività sempre meno complesse.

Riguardo al cambiamento, invece, occorre mettere in atto un comportamento diametralmente opposto. Al posto di affrontare il passo più importante, che richiede una grande quantità di energia e deve essere supportato da una forte motivazione, ad Angelo ho suggerito di mettere in atto l’azione più semplice tra tutte quelle che aveva individuato per perseguire i suoi obiettivi.

Dopo un certo tempo, gli ho chiesto di aggiungere un altro piccolo impegno. Se sei riuscito a fare con regolarità una piccola cosa, per coerenza ne puoi fare anche un’altra un po’ più complessa, giusto? Poi abbiamo aggiunto una terza cosa, e così via…

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Il lungo processo evolutivo ha fatto sì che il nostro cervello, per proteggersi e mantenere l’integrità, ha bisogno di seguire una certa linea di coerenza, quindi accetta di adattarsi gradualmente, se il cambiamento è funzionale allo scopo di garantire la nostra sopravvivenza, laddove rifiuta gli stravolgimenti, potenzialmente forieri di instabilità, e quindi di rischi.

Su questo meccanismo, dunque, si può fare leva spezzettando la nostra tabella di marcia verso gli obiettivi prefissati.

Se partiamo da impegni semplici, li metabolizziamo e li facciamo diventare nuove abitudini, dopodiché possiamo gradualmente aggiungerne altri, facendo leva sulla coerenza. Come a dire: “Ora che ho fatto 30, posso fare anche 31!”.

Il nostro Angelo, dopo aver stilato una lunga lista di ben 13 obiettivi, che gli scatenava l’ansia soltanto a guardarla, ha adottato con successo la strategia della coerenza.

Ha iniziato a dirsi che sì, è vero, ha fissato 13 obiettivi, ma mica deve metterli in moto tutti contemporaneamente! «Intanto parto da uno, quello che mi risulta meno impegnativo, dal punto di vista fisico e mentale, e uno è sempre meglio di niente – è stato il suo dialogo interiore, riferito al mental coach –, poi aggiungo il secondo un pochettino più impegnativo e così via. Quando arriverò al dodicesimo, e per me sarà come aver fatto 30, a quel punto sono certo che farò anche 31».

Un piccolo cambiamento dopo l’altro, che potenzia la fiducia e fa aumentare l’autostima, perché si creano ancoraggi a impegni via via crescenti, fino a riuscire a completare una tabella di marcia che all’inizio pareva più impegnativa della scalata dell’Everest!

Non è forse vero che se arriviamo a sollevare 200 chili (lo affermo con cognizione di causa…), un po’ di tempo prima ne sollevavamo 190, e ancora prima 180, e così a ritroso fino a tornare al primo giorno in cui ci siamo avvicinati con timidezza a un bilanciere vuoto e abbiamo provato a sollevarlo con la potenza di un protozoo, e proprio in quell’istante abbiamo pensato che qualcuno lo avesse imbullonato alla pedana per farci uno scherzo, tanto ci sembrava gravoso il compito?

È il momento di agire!

Quanto è… pesante il fardello degli obiettivi che vorresti perseguire, ma non sai proprio da dove iniziare e quindi rimandi sine die? Ti piacerebbe scoprire come si solleva il “bilanciere vuoto”, metaforicamente parlando, detto da uno che di bilancieri un po’ se ne intende? Conosci la risposta: contattami e ne parliamo… Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

 

 

Ultima modifica il Domenica, 20 Giugno 2021 22:08
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