Business, Sport e Life Coaching

Il Blog di Massimo Binelli

Crescita Sportiva

Domenica, 03 Aprile 2022 21:18

Decalogo per sconfiggere il “target panic” (Superare la paura del bersaglio)

Il “target panic”, definito anche “paura del giallo”, è generalmente associato al tiro con l’arco, tuttavia la paura o addirittura il panico da bersaglio è una forma di ansia da prestazione che affligge, tanto in allenamento quanto in gara, non soltanto gli arcieri, ma tutti gli atleti che praticano sport in cui vi sia un obiettivo da puntare e da colpire. Per questo motivo ho elaborato un decalogo applicabile, con le dovute personalizzazioni, a ogni tipo di “bersaglio”.

Come sconfiggere l’ansia anticipatoria

Dopo aver lavorato quale facilitatore di consapevolezza, responsabilità e fiducia, che è la descrizione a me cara di quello che dovrebbe essere il modus operandi di un Mental Coach, al fianco di centinaia di atleti, ho riscontrato che la paura del bersaglio, a un certo punto della carriera e per le ragioni più disparate, oltre che nell’arciere può comparire in un calciatore, che sviluppa il panico di tirare in porta; in un giocatore di bocce, che manifesta la paura di bocciare; in un giocatore di biliardo, il cui braccio si irrigidisce prima del colpo di stecca; in un tiratore, che non riesce più a rilasciare il colpo nei tempi giusti, per citare alcuni tra i molti casi che ho seguito.

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Si tratta di forme di ansia anticipatoria che inizialmente vengono rifiutate dall’atleta, ma che possono diventare via via sempre più intense, fino al giorno in cui non sono più tollerabili e vanno affrontate.

Il PerCorso di formazione e allenamento mentale che ho sperimentato con successo nei casi di “target panic”, inteso in senso lato, è diventato così un “decalogo“. Vediamolo assieme punto per punto, con la premessa che “ciascun atleta può personalizzarlo assieme al Mental Coach per affrontare in modo specifico il suo punto debole“.

 

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...

 

1. Autostima. Accetta il tuo punto debole con umiltà e fai pace con lui

Non è negando il problema che un bel giorno arriverà magicamente la soluzione.

Occorre smetterla di giudicarsi e criticarsi con un dialogo interiore negativo; bisogna spostare l’attenzione dal problema alla soluzione, restando saldamente nel “qui e ora”: non ha senso, infatti, rimuginare continuamente per cercare la causa scatenante di questa paura.

Occorre dirsi “Io sono la persona che sta avendo questa prestazione ora”, “Io mi accetto ora per quello che sono, con i miei alti e bassi”, evitando di arrabbiarsi o di cercare improbabili alibi di tipo tecnico o capri espiatori.

2. Emozioni. Accogli le tue emozioni al posto di combatterle

Le emozioni non sono “positive”, quando ci piacciono, e “negative”, quando non ci vanno a genio.

Le emozioni sono da considerare “funzionali” o “non funzionali”: se le accogliamo benevolmente, facciamo tesoro del messaggio che ci stanno portando (“Sento arrivare la solita paura di…, mi sta dicendo di restare perfettamente calmo e rilassato, e tutto andrà bene”); se proviamo a combatterle, invece, prendono il sopravvento, perché sono più forti di noi e non c’è alcuna possibilità di farla franca.

3. Respirazione. Il respiro “ti respira”

Sposta la tua consapevolezza sul respiro profondo, il più potente antidoto contro l’ansia e la tensione che io conosca, e sincronizza la respirazione con una bella passeggiata fatta di 100 passi di consapevolezza.

Come ho spiegato nella Pillola 193, in caso di ansia da prestazione sportiva il controllo del respiro diventa determinante per permettere all’atleta che ne sta sperimentando su di sé gli effetti nefasti di restare saldamente nel suo “qui e ora”, mantenendo il focus sulla prestazione che sta per eseguire e non sulle conseguenze delle sue azioni.

4. Consapevolezza. “Dove sei?”, “Che ora è?”, “Cosa sei?”

Sono tre domande tratte da “La forza del campione”, un film uscito nel 2006, ispirato al libro autobiografico di Dan MillmanLa via del Guerriero di Pace” (ti consiglio libro e film).

Non intendo spoilerare né l’uno né l’altro, tuttavia c’è un momento, che dà un senso a tutta la narrazione, in cui Millman si trova ad affrontare la sua prova più importante. Nella sua mente prendono forma le tre domande e lui si dà le uniche risposte possibili, per gestire le emozioni e generare la massima consapevolezza: “Io sono qui”. “Adesso”. “Io sono questo momento”.

Ne percepisci la potenza?



Perché, per citare il grande psicologo statunitense Wayne W. Dyer:

«Non puoi controllare quello che succede intorno a te, ma puoi sempre controllare ciò che succede dentro di te».

 

5. Ancoraggio d’ambiente. Come voglio sentirmi adesso

Visualizza, con il coinvolgimento di tutti i tuoi sensi, un momento del passato in cui eri al massimo.

Grazie alla caratteristica della nostra mente di non distinguere, a livello emotivo, un evento reale da un evento intensamente immaginato, le scene che scorrono sullo schermo della tua mente saranno sì collocate nel passato, ma vivrai le emozioni ad esse associate nel presente, e queste contribuiranno a creare uno stato d’animo positivo.

6. Attenzione selettiva. Cosa mi serve nel “qui e ora”

Dopo aver generato la consapevolezza del presente e aver creato uno stato d’animo positivo, elimina o riduci tutto ciò che non ti serve (rumori, interferenze interne ed esterne, persone negative…), ovvero: metti il focus della tua attenzione soltanto su ciò che è utile e funzionale e crea la tua “bolla” di energia.

7. Concentrazione. La potenza mentale soltanto dove serve

Una volta che avrai eliminato le interferenze, riuscirai ad esprimere la massima concentrazione su ciò che è utile e funzionale nel “qui e ora”, senza disperdere energie nel multitasking.

8. Visualizzazione. Il “bersaglio” lo colpisci nella tua testa

All’interno della routine che precede il momento di scoccare la freccia, tirare in porta, bocciare in volo, sferrare il colpo di stecca, premere il grilletto… visualizza per qualche istante sullo schermo della tua mente l’effetto dell’azione che stai per compiere.

Se vedi il film del risultato che VUOI ottenere, ne vivi le emozioni funzionali al gesto tecnico, ci credi e sai che puoi (ri)farlo.

9. Bolla. Metti il pilota automatico

Spegni la mente cognitiva, crea la Bolla di Energia attorno a te e lascia che tutto accada.

La tua mente automatica sa “come si fa”: fidati di lei e silenzia la vocina del cervello razionale che vorrebbe controllare ogni cosa.

10. Reset. Tra un’azione e l’altra: analizzo > archivio > riparto

Dopo ogni azione, prendi atto del risultato (anche un eventuale errore è un risultato), mettilo subito da parte e riparti da lì, che rappresenta il tuo momento presente in continuo divenire, perché, lo rimarco sempre, ogni azione fa storia a sé.

Se segui scrupolosamente la tua routine, la mente resta calma e non entrano interferenze o pensieri rivolti al passato o al futuro.

È il momento di agire!

Vuoi valutare assieme a me, gratuitamente e senza impegno, come potemmo creare un decalogo adatto a te e alla disciplina che pratichi? Contattami e ne parliamo... Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Domenica, 03 Aprile 2022 21:18

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