Business, Sport e Life Coaching

Il Blog di Massimo Binelli

Crescita Personale

Domenica, 28 Marzo 2021 15:17

Tre Strategie Potenti per diventare “antifragile” (Come andare oltre la resilienza)

Chi ha vissuto almeno un giorno senza un imprevisto, alzi la mano! Senza bisogno di diventare paragnosta figlio di paragnosta posso assicurare che di mani alzate non ne ho visto. Il sistema sociale che abbiamo costruito attorno a noi come una fortezza, solida ma dalle pareti di cristallo, sta diventando ogni giorno sempre più complesso, caotico e imprevedibile, nonostante l’illusione data dalla trasparenza che ci fa sembrare di avere tutto sotto controllo! Nella Pillola 74 avevo introdotto per la prima volta il concetto della “resilienza”, applicato allo sport. Dicevo che il termine “resilienza” è impiegato in molti campi, dall’ingegneria, per definire la caratteristica di un materiale di assorbire energia senza rompersi, all’informatica, per indicare la capacità di un sistema di garantire la propria continuità di servizio; dalla biologia, per spiegare la proprietà di un sistema vivente di tornare al proprio equilibrio dopo una variazione o un danno, alla psicologia, per definire la capacità di una persona di reagire in modo positivo alle difficoltà e ai traumi e riorganizzare la propria vita riuscendo persino a raggiungere obiettivi importanti, ma le dure prove che abbiamo affrontato negli ultimi tempi, a partire dalla prima ondata di pandemia da Covid-19, mi hanno fatto tornare in mente un termine che avevo scoperto nel 2012, tuttavia all’epoca l’avevo snobbato, classificandolo tra le americanate modaiole. Mi riferisco all’antifragilità.

Oltre la resilienza

In realtà, e lo dico subito prima di essere impalato nella pubblica piazza, il concetto di antifragilità è stato concepito dall’autore della “Trilogia dell’Incerto”, ovvero Nassim Nicholas Taleb, che è un filosofo, saggista, matematico e accademico libanese ma naturalizzato statunitense, ergo, l’idea della contaminazione yankee ci poteva stare! Lo ha esposto nel suo libro “Antifragile”, uscito nel 2012.

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it


Il principio di antifragilità, proprio come quello della resilienza, è applicabile praticamente in ogni ambito, perché indica l’attitudine di un qualsiasi sistema, quindi anche di un sistema vivente, di adattarsi e di migliorare, se sottoposto a forti sollecitazioni, stress, volatilità o disordine.

Taleb sostiene che bisogna imparare a usare a nostro favore, al posto di temerle, le interferenze frutto del caso che creano incertezza e caos, un po’ come l’aria, che può spegnere una fiamma, se soffiata dall’alto in basso, ma può riaccendere il fuoco, se soffiata dal basso, tra le braci ardenti.

Prendendo spunto da questa metafora, Taleb dice che dobbiamo imparare a essere fuoco e sperare che si alzi il vento. In altre parole, è necessario riuscire a dominare gli eventi, per evitare che siano gli eventi a dominare noi, e per farlo occorre passare dalla fragilità all’antifragilità.



La persona resiliente si piega ma non si spezza; la persona antifragile si trasforma, si evolve in qualcosa di diverso, possibilmente migliore. Il processo stesso di evoluzione darwiniana è stato possibile grazie all’antifragilità, poiché gli organismi viventi, nel corso di milioni di anni, non si sono limitati a resistere agli eventi, magari diventando più robusti e alzando semplicemente l’asticella del punto di rottura, ma restando pur sempre fragili; hanno proprio modificato le loro caratteristiche, rafforzando i punti deboli per adattarsi con efficacia via via crescente ad un ambiente ostile in continuo cambiamento.

Ecco la domanda da cento pistole:

si può imparare a diventare antifragili?


Sì, si può! Basta mettere in atto Tre Strategie Potenti.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...

 

Prima Strategia Potente: gestisci il rischio

Nella Pillola 168 ho parlato dei “filtri” con cui elaboriamo la nostra mappa del mondo. Tra questi, ce n’è uno molto efficace, ben rappresentato da un aforisma di Wayne Dyer, il noto psicologo statunitense scomparso nel 2015, autore del bestseller “Le vostre zone erronee”, già citato in altre Pillole, a partire dalla 160:

«Se credi che tutto si risolverà, vedrai opportunità. Se credi di no, vedrai ostacoli».


“Vedere opportunità” significa agire, laddove “vedere ostacoli” significa restare immobili per paura di sbagliare o di fallire, tuttavia occorre avere la capacità di adottare un atteggiamento “discordante”, per evitare che sia il troppo entusiasmo a impedirci di percepire gli eventuali ostacoli.

Per farlo, dobbiamo sì guardare avanti, verso le opportunità, ma dobbiamo domandarci, in modo proattivo: “Cosa potrebbe andare storto?”. In altre parole, dobbiamo sviluppare la capacità di prevenire gli accadimenti della vita in modo consapevole e responsabile, imparando a reagire fulmineamente agli imprevisti, al posto di restarne travolti.

Di gestione del rischio ne so qualcosa, fidati… Purtroppo la mia soglia di “percezione del rischio” è molto alta e più di una volta mi è successo di sottovalutare dei rischi che, invece, con un atteggiamento proattivo, avrei potuto evitare. Non c’è cosa peggiore, a posteriori, di ripensare al momento in cui valutando una certa situazione ti eri detto “Figurati se capita!”, poi quella cosa improbabile è davvero successa e proprio in quell’istante ti rendi conto che sarebbe bastato un microniente, in termini di impegno e di costi, per evitarla…

Mi astengo dal fare esempi specifici, perché sono certo che non ti mancheranno appigli in ogni ambito, personale, finanziario, assicurativo o informatico che sia (ho visto gente piangere per un backup non fatto perché “era tardi e mi aspettavano a cena…”), per riflettere sull’importanza di gestire il rischio tramite la Domanda Potente “Cosa potrebbe andare storto?”. Perché non succede, ma se succede

Seconda Strategia Potente: smetti di farti le pippe mentali

Applica in ogni ambito della tua vita la “Formula delle 5S”, lanciata con la Pillola 165 e che, a giudicare dai commenti ricevuti, è piaciuta molto:

Sorridi e Semplifica, e il Successo arriva Senza Sforzo.

La Persona Vincente deve imparare a SORRIDERE, perché, parafrasando quanto già scritto a proposito del contesto sportivo, non viviamo in un lager e la gioia interiore è una scelta consapevole, sempre e comunque.

La Persona Vincente deve riuscire a SEMPLIFICARE, ossia a selezionare in modo consapevole soltanto ciò che apporta felicità, serenità, divertimento ed eliminare tutto il resto.

La Persona Vincente deve essere capace di “FARE RESET” quando è il momento di sperimentare con tutti i sensi il “qui e ora” per chiamare a raccolta tutte le sue risorse e per riuscire a tirare fuori il 100 per 100 delle proprie potenzialità, in automatico, sapendo che soltanto in questo stato di grazia può ottenere il SUCCESSO SENZA SFORZO, ovvero, può raggiungere il proprio obiettivo come naturale conseguenza di azioni compiute senza farsi troppe pippe mentali.

Terza Strategia Potente: adotta un atteggiamento win-win

Nel settembre del 2005, a cinque anni esatti dalla scomparsa di Carlo Cipolla, professore emerito di storia economica alla Scuola Normale di Pisa, scrissi un articolo sulla sua brillante e sempre attualissima Teoria della stupidità.

Indagando nei meandri oscuri del comportamento umano, Cipolla individuò quattro categorie di persone:

  • Intelligente: colui che reca vantaggi a sé e agli altri;
  • Bandito: colui che reca vantaggi a sé e svantaggi agli altri;
  • Stupido: colui che causa svantaggi a sé e agli altri;
  • Sprovveduto: colui che causa svantaggi a sé e vantaggi agli altri.

Incrociando le varie possibilità, tramite una semplice analisi dei quadranti (rimando al mio vecchio articolo, se vuoi saperne di più), arrivò a definire nelle persone, a seconda del loro comportamento, un grado più o meno elevato di intelligenza, stupidità, banditismo eccetera, e formulò le sue ormai famose Cinque leggi della stupidità.

Per diventare antifragili è necessario collocarsi a pieno titolo nel quadrante delle persone intelligenti, quelle che adottano l’atteggiamento win-win. È un’espressione inglese, una delle poche che nella mia lotta agli anglicismi inutili ho sdoganato, che si può tradurre come “io vinco-tu vinci”.

La persona antifragile, dunque, deve mettere in atto tutto quello che apporta un miglioramento a sé stessa (è un po’ il principio del “sano egoismo” di cui ho parlato nella Pillola 125), senza scontentare o danneggiare altri soggetti coinvolti, a tutto beneficio dell’intero sistema in cui quella persone è inserita, che così potrà evolversi.

In conclusione, per diventare antifragili:

  1. dobbiamo imparare a gestire bene i nostri rischi, affinché se le cose andranno bene ne avremo grandi vantaggi, ma se andranno male il costo, in termini personali, economici e sociali, sarà limitato;
  2. dobbiamo smetterla di farci seghe… ehm, volevo dire pippe mentali;
  3. dobbiamo adottare la strategia win-win, evitando così di comportarci da sprovveduti, da stupidi o, peggio ancora, da banditi (Cipolla docet).

È il momento di agire!

Vuoi scoprire da dove si parte per raggiungere questo importante obiettivo di crescita personale? Contattami e ne parliamo… Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Domenica, 28 Marzo 2021 15:17

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