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Il Blog di Massimo Binelli

Crescita Personale

Domenica, 19 Dicembre 2021 23:05

Come migliorare il rapporto con il denaro (Antidoto contro la “Sindrome del Perdente”)

Come migliorare il rapporto con il denaro (Antidoto contro la “Sindrome del Perdente”)

«Coach, ho un pessimo rapporto con il denaro. Ho come la sensazione che i soldi che mi arrivano sul conto non mi servano, mi danno quasi fastidio e devo liberarmene». Ricevo con una certa frequenza messaggi simili a questo, inviati da parte di chi chiede il mio aiuto perché ha un rapporto conflittuale con il denaro. Al di là dei logori luoghi comuni, tipo “Se i soldi non fanno la felicità, figuriamoci la miseria”, bisogna accettare il fatto che il denaro è un attore principale del film della nostra vita e irrompe in scena continuamente, condizionando con la sua prorompenza ogni scelta che riguardi il nostro modo di nutrirci, vestirci, curare la salute, divertirci. Tu che rapporto hai con il denaro?

Dominare il denaro

Come avrai già capito, e forse sperimentato sulla tua pelle, l’atteggiamento che hai nei confronti del denaro e il modo in cui lo gestisci possono incidere molto sulla qualità della tua vita.

Nella mia Pillola 138 ho affrontato il tema della “prospettiva positiva” e ho citato il titolo di un vecchio libro di Dario Bernazza: «O si domina o si è dominati».

Dicevo che…

«… chi vive nella prospettiva negativa è dominato dagli eventi; chi riesce a vivere con una visione positiva, invece, è un dominatore, un vincente».


Ebbene, questo ragionamento possiamo applicarlo anche al denaro:

chi vive nella prospettiva negativa è dominato dal denaro; chi riesce a vivere con una visione positiva del denaro, invece, è un dominatore, un vincente.

Per DOMINARE il denaro, al posto di esserne dominati, occorre capire quali emozioni scatena in noi l’averlo in mano, il vederlo rappresentato in modo virtuale su un conto corrente oppure semplicemente immaginarlo. Se il nostro pensiero riguardo al denaro è sempre orientato alla SCARSITÀ, occorre trasformare questo pensiero in ABBONDANZA.

O mental coach, cambia pusher! Ora vorresti dirmi che devo imparare a moltiplicare monetine e bigliettoni con la mente, come un paio di millenni fa quel tale fece con i pani e con i pesci?


No, non occorrono miracoli, ti rassicuro. È sufficiente orientare il pensiero dalla scarsità all’abbondanza, come ho spiegato nella Pillola 166. In particolare, riguardo al denaro, affermavo che…

«... potresti adottare la formula dell’“anche se”, di cui ho parlato nella Pillola 113, quindi «La mia è una vita di melma perché non ho abbastanza soldi» potrebbe diventare «Anche se non ho abbastanza soldi, da oggi voglio dare una svolta alla mia vita impegnandomi a…».

Prima di pensare all’abbondanza, tuttavia, è importante riflettere sui “filtri” tramite i quali rappresenti nella tua mente l’idea dei soldi.

 

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...

 

Credenze, Aspettative, Convinzioni e Valori sul denaro

Parti dalle CREDENZE e domandati: “Cosa è vero, per me, riguardo al denaro?”.

Poi interrogati sulle ASPETTATIVE: “Riguardo al denaro, le mie aspettative sono negative o positive?”.

Subito dopo passa alle CONVINZIONI e chiediti: “Quali sono le mie convinzioni limitanti che rovinano il rapporto che ho con il denaro?”.

Infine, stabilisci quali sono i tuoi VALORI, riguardo al denaro: “Cosa sono disposto a fare per denaro? Cosa è più importante per me tra il denaro e… ?”.

Quando avrai definito la tua “mappa del mondo denaro”, ti sarà un po’ più chiaro che i comportamenti e gli atteggiamenti che metti in atto nei confronti dei soldi sono pienamente coerenti con le tue credenze, aspettative e convinzioni, e soprattutto sono in armonia con i tuoi valori, quindi comprenderai che per passare dalla condizione in cui è il denaro che ti domina alla condizione in cui sei tu a dominare il denaro occorre lavorare sul tuo Mindset, per sviluppare in modo pienamente consapevole una vera Mentalità Vincente.

Soltanto a quel punto potrai sperimentare una delle regole di Wayne Dyer che amo di più:

«Se credi che tutto si risolverà, vedrai opportunità. Se credi di no, vedrai ostacoli».

 

Ma perché è così complicato avere un buon rapporto con il denaro?



L’importanza di una corretta educazione finanziaria (Money Coaching)

La risposta, ahimè, è semplice e nel contempo disarmante: perché, a parte la “paghetta” che i genitori danno ai figli, di norma non viene impartita alcuna formazione o educazione finanziaria, né a scuola né in famiglia.

È come se il denaro, al pari del sesso, fosse un tabù assoluto, quindi ciascuno di noi ha imparato per emulazione, per sentito dire o, peggio, “a naso”, sebbene il famigerato “fiuto per i soldi” sia soltanto uno dei tanti miti del cinema.

Al posto di pensare che MERITIAMO il denaro, se ottenuto in modo lecito ed etico, e che non c’è nulla di male o di immorale ad arricchirsi, spesso si forma una sorta di senso di colpa nei confronti dei soldi, perché pensiamo di non essere degni di possederli, con la conseguenza nefasta che, inconsciamente, facciamo di tutto per liberarcene.

Il denaro, quindi, viene associato all’identità e da bene MATERIALE, quale è, diventa un valore PERSONALE, una metamorfosi foriera di un risultato poco piacevole, perché se ci consideriamo indegni di possederlo, ci riteniamo anche persone di poco valore.

In altre parole, il concetto di “valore” viene associato all’autostima, dunque scarso valore = bassa autostima, che è un’equazione molto pericolosa, in quanto autostima e denaro sono legati tra loro da un rapporto direttamente proporzionale, ergo: non c’è alcuna possibilità di arricchirsi in modo sano senza avere un’adeguata dose di autostima!

Riconoscere e sconfiggere la Sindrome del Perdente

Ma non finisce qui, perché chi ha un rapporto problematico con i soldi, oltre a soffrire di bassa autostima, tende a sviluppare la Sindrome del Perdente, ovverosia non si sente mai all’altezza del proprio ruolo e ha paura del successo, che è come dire che ha paura di diventare un vincente, ma chi gareggia con la paura di vincere ha già perso in partenza!

I sintomi della Sindrome del Perdente possono manifestarsi in due modi, apparentemente opposti, tuttavia l’esito finale è il medesimo.

C’è chi li manifesta giudicando i soldi in modo negativo (“sterco del demonio”), e quindi fa di tutto per allontanarli da sé, come se fosse una purificazione spirituale; e c’è chi i soldi li sperpera nel vano tentativo di recuperare autostima attraverso spese voluttuarie che rappresentano uno status sociale, ma anche in questo caso l’effetto finale sarà di aver allontanato tutto il denaro da sé.

Si può guarire dalla Sindrome del Perdente, recuperando così un rapporto sano con il denaro?



La risposta è sì, e occorre partire dalla gestione delle emozioni, perché alla radice c’è sempre un’emozione che domina le nostre scelte e condiziona il rapporto che sviluppiamo con i soldi.

Tale emozione va prima riconosciuta, attraverso una accurata e costante autovalutazione dei nostri schemi di comportamento ricorrenti riguardo al denaro, poi occorre farla diventare nostra amica e alleata, affinché lavori per noi.

Questo processo va attuato indipendentemente dalla consistenza della “ricchezza”, perché se tra i nostri filtri c’è la “scarsità”, la disponibilità di denaro è una variabile ininfluente sul comportamento, in quanto saremo sempre focalizzati unicamente su ciò che ci manca al posto di pensare a ciò che abbiamo.

È il momento di agire!

Ritieni di avere un rapporto difficile con i sodi e vuoi individuare, con il mio aiuto, le credenze, le aspettative e le convinzioni limitanti che rovinano la relazione che coltivi con il tuo denaro? Sai come fare: contattami e ne parliamo… Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Domenica, 19 Dicembre 2021 23:05

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