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Pillole di Coaching

Domenica, 19 Luglio 2020 19:02

Come vincere la paura di essere felici (Restiamo ancorati al presente)

Sono trascorsi alcuni mesi dallo scoppio della pandemia da Covid-19 che ci ha costretto a riorganizzare i nostri modelli di vita e di comportamento e a riformulare i nostri schemi di pensiero. Un attimo prima ci sentivamo capaci di raggiungere le vette più alte della felicità e un attimo dopo abbiamo sperimentato la paura, abbiamo scoperto che forse stavamo volando troppo in alto e il terrore di precipitare, di perdere tutto, ci ha paralizzato. Da quel momento è subentrata la paura della felicità, è come se non ci fossimo più sentiti “in diritto” di essere felici. Da “sopravvissuti”, abbiamo scoperto, si fa per dire, che la vita può davvero terminare improvvisamente, senza preavviso, a causa di un microscopico nemico invisibile che si è preso gioco di noi. Noi, gli esseri viventi più intelligenti dell’universo noto ed esplorato, sconfitti da una forma di intelligenza primitiva, più furba di tutte le meraviglie tecnologiche concepite da un umano. Come si supera questo impalpabile senso di fragilità?

La “sindrome del sopravvissuto”
Elias Canetti, Nobel per la letteratura nel 1981, nel suo “Massa e Potere”, un monumentale saggio di antropologia e sociologia, definisce quello del “sopravvivere” come «l’istante della potenza».

È un sentimento forte, primordiale e irrazionale, che trasforma l’immenso dolore suscitato dalla vista di lunghe file di bare e di sacchi neri in una sorta di soddisfazione, «poiché chi guarda non è lui stesso il morto» (sono sempre parole di Canetti), e tale condizione sublima in una sensazione di invulnerabilità, una soddisfazione pericolosa e potenzialmente insaziabile.

Siamo passati dalla felicità, che paradossalmente genera la paura di perderla, quella felicità, alla sopravvivenza, foriera di potenza, seppure effimera.

Come si esce vincenti da questa lotta interiore?


Per rispondere alla domanda, prendo in prestito le parole di Wayne Dyer, già citato in altre Pillole. Nel suo “Te stesso al cento per cento”, sostiene che non c’è niente di meglio, per apprezzare il presente, il “qui e ora”, «del confronto tra la fragilità della vita dell’individuo […] e l’autentico genio per la sopravvivenza che sembra spirare dalla nostra specie, intesa globalmente».

La risposta alla mia domanda, dunque, sta tutta qui:

si esce vincenti soltanto se riusciamo a vivere pienamente nel presente, sia quando ci sentiamo felici, e temiamo di perdere la felicità, sia quando ci sentiamo minacciati, e temiamo di perdere la vita.


Vivere il momento presente significa essere immersi in quello che stiamo facendo, proprio come è capace di fare un bambino quando gioca, completamente rapito dal suo momento magico.

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Il potere della presenza mentale
Per renderci conto se siamo davvero consapevoli del presente, possiamo rivolgerci le Tre Domande Potenti che Dan Millman, il protagonista del film autobiografico “Peaceful Warrior”, tratto dal suo libro “La via del Guerriero di Pace” (in vetta alla classifica dei miei “top 100”, ti consiglio di leggerlo) sente echeggiare in testa in un momento molto particolare della sua vita (non ti rivelo qual è per non privarti della sorpresa), con la voce di Socrate, il suo mentore:

«Dove sei Dan?»
«Che ora è?»
«Che cosa sei?»


Alle tre domande, Dan si risponde con la massima presenza mentale, ovvero:

«Qui!»
«Adesso!»
«Questo momento!»


Per vivere alla massima espressione il momento presente, dunque, è necessario avere la consapevolezza di poter dire “Io sono qui, adesso. Io sono questo momento. Io mi sento un tutt’uno con questo momento”.

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it


Scegli di controllare i tuoi pensieri
Vivere con totale presenza mentale, inoltre, aiuta anche ad avere la corretta percezione dello scorrere del tempo. Se siamo angosciati, e ne abbiamo avuto la prova qualche mese fa, mentre eravamo rinchiusi in casa ad attendere con ansia le ultime ferali notizie, persino un secondo può sembrare eterno, mentre se siamo in armonia con noi stessi, ossia se riconosciamo e rendiamo inoffensivi i fattori interni che alterano l’interpretazione della realtà, un’ora può volare via senza che nemmeno ce ne accorgiamo.

In buona sostanza, per non avere paura, né della felicità né della paura stessa, è sì necessario scoprire cosa sta accadendo attorno a noi, ma soprattutto bisogna sapere cosa sta succedendo DENTRO di noi. Vuol dire avere massima confidenza con le sensazioni fisiche e con i segnali che raccolgono i nostri sensi, in ogni istante della nostra vita.



Questo stato mentale ci serve per poter selezionare e separare con attenzione, come se avessimo tra le mani un grande setaccio con cui dividere la farina dalla crusca, le informazioni e i fatti davvero rilevanti per noi da tutto il resto che costituisce il “rumore di fondo”.

È nostra la scelta in merito a quali pensieri tenere in mente, perché, come sostiene Dyer, possiamo controllare soltanto quello che succede al nostro interno, non all’esterno.

Con un percorso di allenamento mentale, chiunque può imparare ad aumentare la consapevolezza “a comando”, facendo emergere qualità come la sicurezza, la fiducia e il senso di responsabilità personale.

Quando questo processo di creazione della consapevolezza sarà consolidato, tutti i meccanismi si attiveranno al bisogno in modo automatico, e si potrà sperimentare una consapevolezza elevata quando è richiesta una performance eccellente, e una consapevolezza minima quando è richiesta una prestazione ordinaria, per evitare inutili sovraccarichi mentali e risparmiare risorse preziose.

È il momento di agire!
Ricapitolando: grazie al processo della consapevolezza restiamo saldamente nel presente, poi utilizziamo il filtro dell’attenzione per setacciare le informazioni e le organizziamo tramite la concentrazione per tradurle in un’azione utile per noi. Vuoi scoprire assieme a me come si fa? Contattami e ne parliamo… Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Domenica, 19 Luglio 2020 19:02

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