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Pillole di Coaching

Lunedì, 13 Giugno 2016 08:07

Come vincere l’ansia anticipatoria (Sconfiggere la paura della paura)

Nelle mie Pillole ho già affrontato da diversi livelli di osservazione il tema dell’ansia, uno stato emotivo legato a quello della paura, con la quale spesso instaura un legame molto stretto. La paura è una reazione involontaria, nata come meccanismo di difesa che discende dall’evoluzione dell’uomo, mentre l’ansia è il risultato di una elaborazione soggettiva, ossia dalla valutazione che ciascuno di noi fa di un determinato segnale di pericolo. Cosa si intende, dunque, con la definizione “ansia anticipatoria”?

La paura della paura
Vi sono eventi che vengono universalmente percepiti come forieri di paura, e tra questi rientrano i grandi disastri, quali terremoti, alluvioni, uragani, incendi, oppure incidenti gravi. Altre situazioni, invece, hanno un carattere del tutto soggettivo, e in questi casi è più appropriato parlare di ansia, più che di vera e propria paura universale, anche se è difficile spiegarlo a quelle persone che provano addirittura terrore nel vedere un ragno, innocuo o velenoso che sia.

Per alcuni individui la paura è legata all’idea di volare in aereo; per altri, e gli esempi potrebbero continuare a lungo, la paura può nascere dall’idea di dover attraversare una piazza.

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Riguardo all’ansia, in ambito sportivo ho affermato, e ne parlo diffusamente anche nella quinta sessione del videocorso Atleta Vincente, che un certo grado di ansia è benefico, perché porta l’atleta al suo livello ottimale di attivazione.

La distinzione tra paura, come concetto universale, e ansia, come percezione soggettiva, quindi, è abbastanza agevole da intendere. L’ansia anticipatoria invece è uno stato che va oltre: semplificando, può essere definita come la “paura della paura”. È uno stato di profondo disagio che attanaglia chi è consapevole che in una determinata situazione avrà paura, quindi l’ansia inizia a inquinare la sua mente molto prima che quello stato diventi reale.

Basti pensare a chi ha paura di volare: in genere inizia a star male giorni prima di affrontare il viaggio in aereo e una volta arrivato a destinazione, invece di rilassarsi, continua a soffrire perché pensa già al volo di ritorno. La paura, in sostanza, perde il contatto con il suo referente diretto, ossia l’aereo, e diventa paura della paura di star male, ossia paura del futuro, che si fa spazio nella mente nel momento esatto in cui la mente stessa abbandona il tempo presente, il “qui e ora”.

 

Per approfondire: “Mai più paura di volare”, di Luca Evangelisti


Perché l’ansia anticipatoria ha un effetto così devastante in chi ne soffre? Perché si basa sul noto meccanismo della profezia che si autoavvera: so che avrò paura, e mi viene l’ansia, e più si avvicina il momento che scatenerà in me la reazione di paura e più l’ansia cresce. È come una valanga che diventa sempre più devastante man mano che scende a valle aumentando dimensione e velocità: l’ansia anticipatoria si autoalimenta fino ad assorbire tutte le mie energie vitali, senza via di scampo.

 

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Tre tecniche faidaté per vincere l’ansia anticipatoria
E il guaio è che questo cortocircuito ogni volta si chiude con maggiore anticipo rispetto alla volta precedente. Torno ancora alla paura di volare. La prima volta può nascere in aereo, come conseguenza di una forte turbolenza. La seconda volta, l’ansia potrebbe iniziare a fare il suo mestiere in coda al check-in. La terza, potrebbe scatenarsi nel momento in cui si inizia a preparare la valigia, e così via, fino al punto che il solo pensiero di un aereo diventa paralizzante, perché il pensiero negativo scatena immagini negative; le immagini negative provocano sensazioni ed emozioni negative, quali angoscia, panico, insonnia; e tutto questo fa star male, molto male, ben più a lungo del tempo di volo.

Nello sport, l’ansia anticipatoria correlata a una gara importante può minare la struttura mentale dell’atleta che ne soffre, perché ben prima dell’evento agonistico la mente si inquina di pensieri negativi e il corpo subisce le conseguenze nefaste dell’effetto psicosomatico, a discapito della qualità degli ultimi importanti allenamenti di messa a punto della competizione.


Come si combatte l’ansia anticipatoria? Ecco le tre principali tecniche che, dopo anni di sperimentazione, considero più efficaci e attuabili da chiunque, in piena autonomia. Altre tecniche, invece, possono essere messe in atto soltanto con il supporto di un professionista.

1. Allenamento mentale finalizzato a sviluppare la consapevolezza del presente, del “qui e ora”
Se restiamo ancorati saldamente al presente, anziché avere fretta di anticipare il momento futuro che provocherà paura, limitiamo il disagio al solo istante che la scatena, ad esempio al tempo di durata del volo. Dobbiamo dire a noi stessi che “ora” va tutto bene e quando sarà il momento di avere paura ce ne occuperemo. Anche perché se viviamo nel futuro non siamo nel presente, e se non siamo nel presente non ascoltiamo cosa ci dice il nostro corpo, non viviamo le sensazioni che ci trasmette, dunque non siamo “consapevoli” di quel che accade: lo subiamo e basta!

Per capire l’importanza di questa strategia, proviamo a rovesciare una nota citazione, tratta dalla commedia Minna von Barnhelm di Lessing, riferita al piacere: «[…] to await a pleasure, is itself a pleasure», che si traduce in “[…] l’attesa del piacere è essa stessa un piacere”. Ebbene, potremmo dire che “l’attesa della paura è essa stessa una paura”, che è la migliore definizione di ansia anticipatoria. Restiamo nel presente, nella nostra “bolla” e lasciamo la paura nel futuro. Quando sarà il momento ci penseremo…

2. Visualizzazione
Ogni volta che dovesse arrivare un pensiero negativo, e di conseguenza prodursi un’immagine negativa, sostituiamo subito l’immagine negativa con un’immagine positiva. In altre parole, dobbiamo tenere a “portata di mano” alcuni ricordi da usare come jolly, quali ad esempio una bella serata con il partner, una vacanza riuscita alla perfezione, una festa, il giorno della laurea eccetera. Scegliamo uno di questi pensieri e riviviamolo nella nostra mente con il coinvolgimento di tutti i sensi. Cerchiamo di trovare nuovi dettagli nel ricordo, colori, odori, sapori, voci, sensazioni. Lasciamoci andare e facciamo in modo che queste emozioni positive prendano il sopravvento su qualunque altro pensiero negativo, e manteniamo il pensiero finché riteniamo che sia utile. Quando decidiamo di tornare nel presente, sorridiamo e godiamo per aver sconfitto l’ansia, sapendo che potremo ripetere l’esperienza tutte le volte che vogliamo.

3. Accettiamo l’ansia e facciamoci pace
Nonostante tutto, l’ansia continuerà a fare capolino, è il suo mestiere. Ebbene, al posto di combatterla, accettiamola e ringraziamola! Sì, hai capito bene, ringraziamo l’ansia perché ci offre la possibilità di conoscere i nostri punti deboli, di affrontarli e di superarli. Facciamo pace con il chiodo fisso che ci crea angoscia e pensiamo ai nostri obiettivi in modo costruttivo, non con atteggiamento disfattista, che innesca la profezia che si autoavvera.

Pensa a ciò che otterrai superando la paura al posto di pensare a ciò che perderai se ti farai sopraffare dall’ansia.


Nel preciso momento in cui riusciamo a dirci “io sono così e mi accetto per quello che sono”, stiamo dicendo BASTA a tutto ciò che ci fa star male, consapevoli che dipende solo da noi e da nessun altro.

Oltre a queste tre tecniche essenziali, il rilassamento, la respirazione e la meditazione, di cui ho parlato nella Pillola 77, sono gli strumenti più efficaci per sviluppare la consapevolezza del “qui e ora” e allontanare lo stress.

Vincere l’ansia anticipatoria vuol dire riuscire a vivere gli appuntamenti importanti della vita, lavorativi, sportivi o personali che siano, senza rinunciare a nulla di ciò che consideriamo importante per noi, con aumento di autostima e fiducia. Lasciamo sprofondare nell’oblio l’illusione che possiamo controllare tutto, e dunque, per tornare alla paura di volare, abbandoniamo l’idea balzana che guidare l’auto sia più sicuro che volare in aereo perché l’auto la guidiamo noi mentre l’aereo no: è una balla spaziale! Il segreto per vivere felici è imparare a riconoscere ciò che si può e ciò che non si può controllare, accettandone con serenità le conseguenze.

È il momento di agire!
Vuoi saperne di più su tutto ciò che potremmo fare assieme per superare l’ansia anticipatoria? Contattami e ne parliamo. Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

 

Ultima modifica il Giovedì, 16 Aprile 2020 12:53

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