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Pillole di Coaching

Lunedì, 05 Ottobre 2015 08:12

Come sfruttare l’Aggressività nello sport (Mantieni il controllo)

Se sei un atleta e puoi affermare di non aver mai sperimentato, neppure una volta, un atteggiamento aggressivo, contattami che d’ora in poi userò le tue tecniche! Se invece, come è probabile, ti è capitato di reagire d’impulso a un fallo, a un’ingiustizia arbitrale, a una qualsiasi scorrettezza oppure a un tuo errore, allora continua a leggere.

Chi è causa del suo mal…
L’aggressività, quando siamo in uno stato di massima attivazione agonistica, è una reazione difficilmente controllabile, un po’ come la rabbia, di cui ho parlato nella Pillola 18 e nella Pillola 40. Il problema è che l’aggressività incontrollata comporta sempre delle conseguenze, sul piano disciplinare, perché la punizione arbitrale, se c’è un arbitro o un giudice ad osservarci, è scontata e severa, e sul piano personale, perché una volta sbollita la rabbia subentra il pentimento, il senso di colpa per aver perso il controllo, compromettendo così il resto della prestazione e minando la serenità delle ore e dei giorni a seguire.

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it

Cos’è l’aggressività? Sono state formulate diverse teorie, per spiegarla come una spinta biologica innata, e quindi come una caratteristica della persona; come conseguenza estrema della frustrazione; come reazione ad altra aggressività imparata per emulazione vivendo a contatto con persone aggressive e violente. Indipendentemente dalla teoria che prendiamo per buona, una cosa è certa: nello sport, tanto nell’agonismo estremo quanto nel dilettantismo, l’aggressività avrà sempre un ruolo da protagonista.

Dunque, preso atto che con l’aggressività un atleta, anche un Atleta Vincente, deve imparare a convivere, la domanda fondamentale è: come possiamo usare la forza dell’aggressività a nostro vantaggio?

Tra tutte le tecniche che abbiamo visto finora, le più efficaci per gestire l’aggressività sono il dialogo interno e la visualizzazione. Vediamo dunque come applicarle.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...

 


La mia Formula CCCP
Partiamo dal dialogo interno, che è la base su cui sviluppare l’allenamento mentale. Il dialogo interno, ossia la “vocina silenziosa” che ronza incessantemente nella nostra testa, è il combustibile che alimenta la reazione aggressiva, perché a fronte di quello che, ad esempio, riteniamo sia un torto subito, parte il turbine dei pensieri vendicativi “Non è giusto quello che hai fatto!”, “Ora te la faccio pagare!”, e così via, come se ci fosse qualcuno alle nostre spalle a spronarci ad agire. Questi pensieri negativi devono essere immediatamente riconosciuti, fermati e sostituiti con un pensiero positivo.

Col C@§§* Che Perdo!
Il punto è: come deve essere costruito un pensiero positivo efficace in grado di tenere a bada l’aggressività? Ti propongo un trucco mnemonico simpatico. Quando vestivo la maglia azzurra della Nazionale di pesistica, ben prima della caduta del Muro di Berlino, i nostri avversari più temibili erano i sovietici. Sulle loro divise campeggiava il simbolo dell’URSS, la falce e il martello, accompagnato dalla sigla CCCP, che tutti leggevamo come l’acronimo di “Col Cappero Che Perdiamo”, detto da loro a noi, ovviamente. In realtà il cappero era più piccante, ma ci siamo capiti, vero? Bene, a distanza di anni, ho recuperato questa vecchia sigla e l’ho tradotta in Col Cappero Che Perdo… e in questo caso può significare “col cappero che perdo il controllo”, ma l’appiglio mnemonico ha un duplice uso, perché un pensiero positivo efficace deve essere Corto, Convinto, Consapevole, Positivo: CCCP, appunto. Devi parlarti con frasi corte, specifiche, sintetiche, decise, formulate al presente e positive.

Puoi dirti “Ce la posso fare a mantenere la calma” o “Posso controllare la mia reazione”. Mi raccomando: evita di dirti “Non devo reagire”, che contiene la negazione, o “Devo mantenere la calma”, pensando che sia più potente, perché il verbo “dovere” è interpretato come una parola negativa dalla nostra mente. Ripeti mentalmente le tue frasi CCCP con convinzione, attenzione e intenzione, finché non hai ritrovato la calma e ripreso il controllo della situazione.

Se ti vedi, ti dai una calmata…
Per la visualizzazione, invece, dobbiamo fare un piccolo ripasso e ricordare cosa significa visualizzare, sul nostro schermo mentale, in prima, in seconda o in terza posizione. In prima posizione significa guardare le cose dal nostro punto di vista, come se sullo schermo venisse proiettato un film ripreso con la videocamera piazzata sulla nostra fronte. In seconda posizione significa assumere il punto di vista del nostro interlocutore diretto o dell’avversario, come se la videocamera per riprendere la scena che stiamo rivedendo fosse stata sulla sua fronte. In terza posizionestrong>, infine, significa guardare la scena dall’esterno, dal lato del pubblico, ad esempio.

Per gestire l’aggressività, cambiamo punto di vista. Puoi usare anche tre sedie per simulare le tre posizioni. Proviamo a spostarci dalla prima posizione, quella in cui sentiamo dentro di noi la vocina martellante che ci provoca, alla seconda posizione, sperimentando così il punto di vista di un’altra persona, interlocutore o avversario. Una volta che ci siamo calati nei panni dell’altro, spostiamoci ancora e poniamoci nel ruolo di un osservatore esterno che vede la scena. In questa posizione, la terza, guardandoci con distacco nel momento esatto in cui monta la rabbia e l’aggressività è pronta ad esplodere, possiamo darci un comando CCCP su come è meglio agire (ricordi la fatidica domanda “Cosa è meglio per me”?) e consigliare alla persona che vediamo, ossia a noi stessi, di ascoltare il suggerimento.

È il momento di agire!
Grazie all’allenamento mentale puoi imparare a riconoscere immediatamente i segnali di aggressività e a gestirli in modo efficace con il dialogo interno positivo e con la visualizzazione. Contattami e ne parliamo

Che ne pensi di lasciare proprio tu il primo commento qui sotto? Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Lunedì, 22 Maggio 2017 16:20

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