massimo binelli

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Pillole di Coaching

Domenica, 28 Aprile 2019 20:44

Come passare dalla rigidità alla flessibilità emotiva (Vivi con intenzione)

Non ti sorprende, se ti dico che tutte le decisioni che prendiamo sono condizionate dalle emozioni che viviamo in quel dato momento, e che soltanto dopo proviamo a spiegare le nostre scelte con la razionalità, giusto? Non a caso si parla di “primato del cervello affettivo su quello cognitivo”, perché «le emozioni accadono», come insegna lo psicologo statunitense Paul Ekman, pioniere nelle ricerche sulle emozioni, ovvero, non possiamo essere noi a scegliere quali provare. Possiamo però migliorare la nostra consapevolezza riguardo alle emozioni, ma per farlo occorre diventare “flessibili”. Come si fa?

Come creare la “consapevolezza emotiva”
Quante volte mi hai sentito parlare di consapevolezza, di comunicazione efficace, di accettazione, e in quante altre occasioni ti ho invitato a sospendere il giudizio nei tuoi confronti? Tante, vero? Sono tutte strategie che hanno come obiettivo l’accoglimento amichevole delle emozioni, perché se proviamo a combatterle o, peggio, se tentiamo di annullarle, siamo destinati a soccombere: sono più forti di noi.

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Le emozioni, come spiego nella Pillola 5 del mio libro “Atleta Vincente”, dedicata alle “interferenze” da gestire, ovvero tutte quelle emozioni potenzialmente distruttive, se reagiamo male ai loro segnali, sono la risposta fisiologica a uno stimolo.

«È quel fenomeno – mi sto citando – in virtù del quale quando affrontiamo una situazione emotivamente coinvolgente, in senso positivo o negativo … oppure quando riviviamo quella determinata situazione nella nostra mente, si scatena la produzione di ormoni, aumenta la frequenza cardiaca, il respiro si fa affannoso e la fronte si imperla di sudore».


La piena consapevolezza delle emozioni che stiamo provando, dunque, è la condizione essenziale per assumere decisioni in linea con i nostri valori, ma è anche l’interfaccia che ci consente di ascoltare gli altri in modo attivo, al fine di creare empatia e relazioni solide.

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Dalla rigidità alla flessibilità
Purtroppo non è così semplice, perché in molti casi le emozioni hanno creato ancoraggi a situazioni ed esperienze passate, con il rischio che la percezione della realtà venga alterata dal ricordo viscerale di un dolore provato, e per tale ragione si formulino giudizi affrettati e si prendano decisioni sbagliate.

Cosa succede se non siamo pienamente consapevoli delle emozioni che stanno scorrendo nelle nostre fibre?


Se va bene, succede che reagiamo con il pilota automatico, ossia a “stimolo” segue “risposta” involontaria.

Se va male, sprechiamo una quantità enorme di energia nel tentativo (vano) di contrastarle.

In entrambi i casi, si tratta di risposte rigide, che hanno un prezzo, talvolta molto salato, e sono foriere di frustrazione.

Se invece impariamo a diventare flessibili, ossia ad accogliere benevolmente le emozioni, ad accettarle, a far pace con loro al posto di combatterle strenuamente, il cervello emotivo gradualmente diventa più docile, si lascia condurre senza sforzo, e riusciamo a convivere pacificamente con tutti gli stati d’animo, perché fanno parte di noi e non li dobbiamo temere.

Vivere ogni emozione con… intenzione
Le risposte automatiche rigide affondano le radici nelle convinzioni limitanti, nelle storie che ci siamo raccontati da una vita a proposito della nostra inadeguatezza; del senso di scarsità che ci fa credere di avere sempre qualcosa in meno degli altri; della credenza, inculcatasi nella mente chissà come e chissà quando, di non meritare felicità e successo. Questi schemi portano a prendere scorciatoie mentali, meno costose in termini emotivi ed energetici, ma certamente meno efficaci e meno utili per la nostra crescita personale.

La flessibilità, all’opposto, è la strada maestra per definire obiettivi, perseguirli con successo e raggiungere il tanto agognato benessere, anticamera della felicità. Si diventa flessibili imparando a lasciarsi andare e vivendo ogni istante con la ferma intenzione di sperimentare a pieno ciascuna emozione, senza averne paura o volersene liberare il più velocemente possibile.

Bisogna saper riconoscere le proprie emozioni, ascoltare il messaggio che ciascuna di esse porta con sé, cercare di capirlo e rispondere allo stimolo abbandonando gli schemi automatici. È un processo che consente di prendere gradualmente le distanze dai pensieri e dalle immagini associate alle emozioni più forti, osservando gli uni e le altre con distacco, come se fossimo gli spettatori di un film guardato comodamente dalla platea, magari sgranocchiando pop corn, e non gli attori vincolati a rispettare un copione.


Questa visione dall’esterno, meno coinvolgente, dal punto di vista emotivo, ci dà la possibilità di decidere le azioni da compiere dopo aver risposto alla socratica domanda “cosa è meglio per me”, puntando al massimo risultato con il minor sforzo possibile.

Chi sperimenta la flessibilità emotiva, in altre parole, riesce ad accogliere tutte le possibili “interferenze” , dalla rabbia all’ansia, dalla paura al dolore sospendendo il giudizio, con comprensione e accettazione, e soltanto così può affrontare il cambiamento, perché abbandona la logica rigida e di sopravvivenza dello stimolo-risposta e si affida alle scelte frutto dell’intenzione, un concetto che potremmo riassumere in due parole magiche, per citare il titolo di una canzone di Luciano Ligabue:

VOGLIO VOLERE!


È il momento di agire!
Classica domanda binelliana: ti piacerebbe scoprire come si diventa emotivamente flessibili? Conosci la risposta: contattami e ne parliamo... Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

 

 

 

 

 

Ultima modifica il Domenica, 28 Aprile 2019 20:44