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Pillole di Coaching

Domenica, 20 Maggio 2018 20:37

Come fare reset per ripartire da Vincenti (Autovalutazione mentale, tecnica e fisica)

Nel corso della sua carriera, a un atleta prima o poi capita di attraversare un periodo nero, in cui sembra di aver disimparato tutto, e tutto diventa macchinoso, non più automatico. È come se improvvisamente quell’atleta si fosse dimenticato come si fa ad andare in bicicletta, a guidare l’auto, ad allacciarsi le scarpe e ogni suo gesto dovesse essere preceduto da un ragionamento sulla procedura da mettere in atto. In questi casi, occorre fare un bel reset, un “riavvio”, per dirla nella lingua dell’informatica, e ripartire da un punto fermo, una sorta di “punto di ripristino”, proprio come quello dei sistemi operativi che permettono di gestire le risorse dei computer.

CRTL + ALT + CANC e si riparte
Un Atleta Vincente è come una macchina di Formula 1. Per esprimere la massima potenza, centralina elettronica, motore e assetto devono essere messi a punto con estrema precisione. Queste tre componenti, fuor di metafora, possiamo individuarle anche in un agonista: la centralina elettronica è la mente, il motore è il corpo e l’assetto è la tecnica che armonizza il tutto e permette a corpo e mente di lavorare in perfetta sinergia, come una squadra.

La mente, alla stessa stregua della centralina elettronica, è un potentissimo computer, che può incepparsi e mandare fuori giri il motore oppure farlo funzionare a singhiozzo. Tuttavia noi non abbiamo il tasto di spegnimento e di riavvio, perciò dobbiamo escogitare uno stratagemma che ci consenta di fare il “punto zero” e di ripatire.

Il metodo che io applico da tempo e con grande successo con tutti gli atleti che seguo è quello dell’autovalutazione, argomento trattato, a proposito degli obiettivi, nella quarta sessione del videocorso Atleta Vincente e nella Pillola 4 del mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”. In questo contesto è necessario sottoporre ad autovalutazione la parte mentale, quella fisica e quella tecnica, che poi sono i tre addendi della mia Formula dell’Atleta Vincente, spiegata sia nel videocorso sia nel libro.

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it


Con un esempio pratico, ti spiego come si deve procedere. Immaginiamo che manchi una settimana a un appuntamento agonistico importante. Hai svolto una preparazione intensa, ma nell’ultimo test a cui ti sei sottoposto ti sembra di aver perso la confidenza con le tue sensazioni. Hai l’impressione di aver fatto passi indietro e a quel punto parte il turbine dei pensieri negativi che scatena l’ansia da prestazione.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


Sviluppa la Formula dell’Atleta Vincente
Al posto di agitarti, mettere in moto l’autosabotaggio e rischiare di attrarre proprio ciò che temi, perché se nella tua mente si formano pensieri e immagini di quello che ti spaventa, automaticamente si innesca la profezia che si autoavvera, fermati un attimo e rivolgiti queste domande, riferite alle tre componenti della Formula dell’Atleta Vincente.

Dal punto di vista mentale, quali sono i motivi per cui tutto potrebbe andar male? E i motivi per cui tutto andrà bene?

Dal punto di vista fisico, quali sono i motivi per cui tutto potrebbe andar male? E i motivi per cui tutto andrà bene?

Dal punto di vista tecnico, quali sono i motivi per cui tutto potrebbe andar male? E i motivi per cui tutto andrà bene?

Ecco le risposte formulate da un fortissimo giocatore di biliardo che seguo.

Mentale negativo: mancanza di concentrazione nei momenti decisivi che porta incertezza sulla scelta del colpo giusto da fare, incapacità di reagire a una grande prestazione dell’avversario, sfiducia in me stesso, pressione eccessiva e sensazione di stare alla ribalta.
Mentale positivo: ho grande fiducia nelle mie potenzialità, ho ben chiaro in mente cosa posso fare per realizzare una grande prestazione, mi sento in bolla, mi visualizzo vincente.

Fisico negativo: sono un po’ sovrappeso, accuso una certa stanchezza, potrebbe uscir fuori il mal di schiena che ogni tanto mi tormenta.
Fisico positivo: ho un’ottima resistenza fisica, non faccio mai errori di stanchezza.

Tecnico negativo: data la formula di gioco a 60 punti, rischio di farmi ingolosire da situazioni che potrebbero spingermi d’impulso a rischiare troppo, potrei aver fretta di tirare.
Tecnico positivo: per come mi sono allenato e preparato, e per le mie conoscenze tecniche, credo di essere il più forte del girone.

Dopo aver preso consapevolezza dei punti di forza e dei punti deboli riferiti a quella specifica situazione, l’atleta deve usare le argomentazioni positive per contrastare quelle negative. Mentre svolge questo lavoro, deve attivare la visualizzazione, immaginando di affrontare tutti i possibili ostacoli e di risolverli con pieno successo, uno dopo l’altro. Ecco come potrebbe procedere.

La potenza di un “anche se”

«Anche se in questo periodo sento che non sempre riesco a raggiungere la massima concentrazione, e potrei rischiare di commettere un errore in un momento decisivo della partita, voglio restare centrato su me stesso e sulle mie sensazioni, perché ho fiducia nelle mie potenzialità, ho ben chiaro in mente cosa posso fare per realizzare una grande prestazione, mi sento in bolla e mi visualizzo vincente. Inoltre, so di avere un’ottima resistenza fisica e anche se sono un po’ sovrappeso, so che posso controllare la fatica, restare decontratto per evitare dolori alla schiena e scongiurare errori dovuti alla stanchezza. Infine, per come mi sono allenato e preparato, e per le mie conoscenze tecniche, sono certo di tenere a bada la tentazione di farmi ingolosire da situazioni che potrebbero spingermi d’impulso ad avere fretta e a rischiare troppo. Mi vedo vincente, so di essere il migliore».


Attenzione: come ho spiegato nella Pillola 100 che ti invito a rivedere, in cui parlo dei “Cinque Passi” da compiere per diventare un Atleta Vincente, abbandona subito il tabù, semmai ti ronzasse in testa, del “vedersi vincenti e pensare di essere i migliori porta sfiga”, sono tutte balle spaziali! Lo ribadisco: se vuoi diventare un Atleta Vincente, devi visualizzarti, sentirti e vivere come un campione, non porta sfiga, te lo garantisco io!

È il momento di agire!
E dunque te lo chiedo in modo esplicito: vuoi davvero diventare un Vincente? Intanto ti invito a leggere il mio libro, che contiene 47 strategie per diventare campioni nello sport e nella vita, poi contattami e ne parliamo… Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

 

Ultima modifica il Domenica, 20 Maggio 2018 20:37

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