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BUSINESS E SPORT COACH

Il Blog di MB

Pillole di Coaching

Lunedì, 04 Luglio 2016 07:45

Botta e Risposta (Come controllare ansia e tensione in gara)

Perché un bravo portiere, che in allenamento fa faville, in partita diventa una statua di marmo, paralizzato dall’ansia tra i pali della porta? E perché quando subentra questo stato di tensione quello che dovrebbe essere un sano divertimento si trasforma in una sofferenza? Ne parliamo nel Botta e Risposta di questa settimana.

Tu chiedi. MB Coach risponde!

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it


Ecco cosa mi ha scritto Massimo, un mio omonimo:

«Buongiorno, mi chiamo Massimo e gioco a pallamano, sono un portiere. In allenamento do tutto e credo di essere anche un buon portiere, ma appena si gioca in campionato e mi ritrovo tra i pali divento un pezzo di marmo, sbianco, praticamente vado nel panico più totale.
Vorrei un tuo consiglio su come eliminare questo mio punto debole, perché non vado in guerra, ma semplicemente pratico lo sport che amo e ciò nonostante non riesco a divertirmi. Spero che tu mi risponda presto».


Ciao Massimo, grazie della visita al mio sito e del contatto. L’ansia da prestazione sportiva è un “mostro” con il quale molti atleti si trovano spesso a combattere. Cos’è l’ansia? È uno stato emotivo alterato che provoca disagio o addirittura ci fa diventare un pezzo di marmo, come dici tu, associato ad emozioni quali tensione, preoccupazione, nervosismo, agitazione, apprensione, paura e pensieri negativi.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


Tieni sotto controllo le spie rosse del tuo “cruscotto”
Se l’ansia supera una determinata soglia di guardia, diversa da atleta ad atleta, e più in generale da individuo a individuo, influisce in modo negativo sulla prestazione fisica e mentale, perché porta a perdita di lucidità, di attenzione e di concentrazione. Il “segreto” consiste nel riuscire a identificare la nostra personale soglia di ansia benefica, perché, entro certi limiti, l’ansia è un’alleata, non una nemica, e con questa “ansia amica” un Atleta Vincente deve imparare ad andare d’accordo.

Per gestire nel modo giusto questo stato di tensione fisica, psichica e nervosa che si manifesta dentro di te non appena ti ritrovi tra i pali, ribalta la prospettiva. In allenamento dai tutto e ti ritieni un buon portiere? Applica la mia regola 9:

Allenati ogni giorno con consapevolezza e concentrazione, come se fosse la tua gara più importante, e affronta la tua gara più importante come se fosse un normale allenamento.


Riesci a percepire dentro di te l’effetto di questa strategia? Se affronti gli allenamenti immaginando, grazie alla visualizzazione, di essere in campo per una partita importante, farai diventare “normale” ciò che per te adesso è “eccezionale”. Quando poi sarai tra i pali per disputare una partita vera, non dovrai fare altro che ritrovare dentro di te le sensazioni sperimentate ogni giorno in allenamento. L’allenamento, oltre a servire per migliorare la preparazione tecnica e fisica, per te deve diventare il banco di prova delle tue emozioni, affinché il controllo dell’ansia si trasformi in routine, ossia in un automatismo, in una competenza inconscia.

A questo punto ti stai forse chiedendo su quali aspetti dovrai lavorare maggiormente per eliminare il tuo punto debole?


Innanzitutto occorre che tu impari a leggere rapidamente tutti gli indicatori di un imminente rischio di superamento del “punto di non ritorno”, ossia del punto in cui la tua ansia prende il sopravvento e ti trasforma in un pezzo di marmo. Tra questi segnali ci sono la salivazione azzerata, lo stimolo troppo frequente di urinare, la respirazione superficiale, il cuore che scalpita.

Questi indicatori vanno riportati in zona di sicurezza, prima che sia troppo tardi, grazie al controllo dei pensieri (al proposito, ti invito a guardare subito la prima sessione gratuita del videocorso Atleta Vincente, dedicata proprio al dialogo interno), delle immagini mentali, tramite la visualizzazione, e della respirazione, unico antidoto dell’ansia, per ripristinare stati di calma e rilassamento a cui in precedenza avevi creato opportuni ancoraggi (argomento trattato in modo completo nella settima sessione del videocorso Atleta Vincente).

Quando avrai imparato a padroneggiare queste tecniche in allenamento, potrai racchiudere tutte le sensazioni positive che derivano dalla consapevolezza di avere il pieno controllo del tuo corpo e della tua mente in una “bolla di energia”, da costruire attorno a te in ogni partita.

Dopo un periodo adeguato di allenamento mentale, sarai perfettamente in grado di applicare la regola 24:

Pensa ad eseguire la tua prestazione nel modo più naturale possibile in qualsiasi circostanza, perché se cerchi di fare qualcosa di diverso o di speciale passi dalla modalità “automatica” alla modalità “cosciente”, e tutto diventa improvvisamente più difficile e meno spontaneo.


Per raggiungere questo obiettivo, ti suggerisco un programma di allenamento mentale orientato al miglioramento del dialogo interno e al potenziamento della tua autostima. Iscriviti al Progetto Atleta Vincente, poi contattami, così potrò aiutarti a scegliere la Formula più adatta alle tue esigenze, tra le quattro proposte. In alternativa, possiamo progettare assieme un percorso completamente personalizzato.

È il momento di agire!
Il Botta e Risposta di questa settimana termina qui. Hai una domanda da rivolgermi? Vuoi scriverla qui sotto nei commenti? Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

 

Ultima modifica il Lunedì, 22 Maggio 2017 14:22

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