massimo binelli

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Pillole di Coaching

Domenica, 21 Luglio 2019 21:51

Apri uno sfogatoio per problemi e preoccupazioni (Un’ora profana per cambiare la tua vita)

Dopo aver parlato dell’importanza di dedicare la prima ora della giornata al nostro sviluppo personale, facendola così diventare un’ora sacra, e dopo aver spiegato le ragioni per creare routine potenzianti e abitudini di successo, è giunto il momento di pensare alla possibilità di bloccare un’altra ora della giornata in agenda, soltanto che questa volta la faremo diventare un’ora profana. La religione non c’entra nulla con la dicotomia binelliana sacro-profano, ma di questo ne parliamo tra poco...

Scegli lo spigolo più appuntito...
Sai qual è l’obiezione più ricorrente che ho ricevuto dopo aver sfornato la Pillola 147? Questa: “Ho troppe preoccupazioni per starmene un’ora a meditare, a leggere o a pensare ai miei obiettivi e purtroppo i miei problemi mi tormentano per tutto il giorno”.

Dunque il difficile non è svegliarsi presto, ma è stare in pace con sé stessi senza provare quel senso di colpa martellante per i problemi di cui ci si dovrebbe preoccupare al posto di “perdere tempo”. Sì, perdere tempo, perché chi rimugina costantemente sui problemi, al posto di focalizzarsi sulle loro soluzioni, vive con senso di colpa ogni istante in cui un barlume di serenità “rischia” di fargli dimenticare i guai che lo affliggono. È come se la sua vocina gli ricordasse in modo martellante di non meritare la felicità.

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it


Il punto è che se continui a restare impantanato nelle sabbie mobili dei problemi 24 ore su 24, finisci per sprofondare. E più ti agiti e più vai giù, allontanandoti sempre più dalla salvezza. Svegliarsi all’alba con il chiodo fisso sui problemi e tornare a letto la sera con la testa imbambolata e stordita da tutte le inutili martellate date su quel chiodo: è utile? Certamente no.

Ecco allora l’idea: riservati un’ora profana per imprecare, urlare, fare l’appello dei santi in Paradiso e dare le testate sugli spigoli. Concentra in questa ora tutte le tue preoccupazioni, sfogati fino allo sfinimento, poi BASTA. A quel punto ordina ai tuoi neuroni rabbiosi di piantarla lì con il senso di colpa e di smetterla di farsi pippe mentali e goditi le altre 23 ore della giornata, compresa l’ora sacra.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


Sai contare fino a milleottocento?
Riesci a percepire la potenza di questa soluzione delle soluzioni? Al posto di vivere in un costante stato di ansia da preoccupazione, “perché mica posso pensare di fare una partita a biliardo con serenità se ho tutti questi pensieri in testa” (giuro che di frasi così, dette da chi mi contatta per la prima volta, ne sento quasi tutti i giorni), SCEGLI di confinare queste emozioni non funzionali in un tempo e in uno spazio ben precisi e delimitati.

Al proposito, potresti anche individuare un luogo, stanzino della tua casa o albero di un parco che sia, non fa differenza, da far diventare il tuo sfogatoio personale, dove fissare con te stesso l’appuntamento quotidiano all’ora profana. Questo rituale rafforzerà ancora di più l’ancoraggio al momento in cui dare la stura alle emozioni e ai pensieri negativi, e l’allontanamento da quel luogo assumerà con forza il valore di lasciare lì il bagaglio dei problemi fino al giorno successivo, percependo proprio l’aumento della sensazione di leggerezza passo dopo passo.

Sai cosa succederà, dopo qualche giorno?

Succederà che un’ora spesa a pensare alle preoccupazioni ti sembrerà troppa, perché a quel punto ti sarai già dimenticato che fino a poco tempo prima erano 24 le ore sprecate a farsi le seghe… ehm… le pippe mentali. Facciamo l’ipotesi che dopo mezzora tu abbia esaurito l’elenco degli angeli e degli arcangeli: che fai, esci e chiudi la pratica fino all’indomani?

E no, troppo comodo! Resta lì, nel dolce far niente, e aspetta che passi la seconda mezzora. Uno… due… tre… 998… 999… 1000… 1798… 1799… 1800. Milleottocento secondi, prova a contarli: non passano mai, vero? Ti sembrerà di aver sprecato un tempo enorme, eppure, senza nemmeno rendertene conto, ne gettavi alle ortiche ottantaseimilaquattrocento al giorno, di secondi, perché tanti ce ne sono in 24 ore!

Continua così per almeno 21 giorni, poi decidi tu a quanto ridurre l’ora profana. L’importante è che sia un tempo sufficiente per pensare solo e soltanto a quello che ti tormenta, senza scorciatoie, senza tentare di alleggerire, semplificare o ridurre, anzi: dovrai fare l’esatto contrario perché quello sarà il tempo in cui tutto si appesantisce e si complica, per aumentare il contrasto con il resto del tempo.

E cosa dovrai fare, se nel “resto del tempo” un pensiero negativo e inquinante dovesse fare capolino? Rivolgiti la fatidica domanda: “Mi serve ora questo pensiero?”.

Se la risposta è NO, se non c’è una soluzione pronto uso da adottare, prendi il tuo amato taccuino e scrivilo sulla pagina “Pensieri e preoccupazioni per l’ora profana”. L’indomani, alla solita ora e nel solito posto, aprirai il taccuino e scoprirai che non ricordavi neppure di aver scritto tutte quelle cose. Ma se un pensiero negativo non passa nemmeno la nottata, sei proprio sicuro che era così importante?



Un’ultima raccomandazione: prima di lasciare lo sfogatoio, strappa la pagina dei pensieri e delle preoccupazioni del giorno e bruciala, falla a pezzetti, sotterrala. Insomma, fanne qualunque cosa ma non farla uscire da lì. Quanto pesa la pagina di un taccuino? Pochi grammi, esatto, ma quando uscirai libero dal quel peso, ti sembrerà di aver lasciato a terra uno zaino pieno di piombo.

È il momento di agire!
Ti va di costruire assieme a me il tuo sfogatoio personale per i problemi e le preoccupazioni? Intanto ti invito a leggere il mio libro, che contiene strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita, poi contattami e ne parliamo! Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Domenica, 21 Luglio 2019 21:51