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Pillole di Coaching

Lunedì, 29 Febbraio 2016 11:30

400 metri piani: Resilienza, Obiettivi e Motivazione (Italiani Indoor 2016 Ancona)

Ho già spiegato in altre occasioni che scrivo i testi, registro i video e pianifico l’uscita delle mie Pillole con molto anticipo. Ciò nonostante, spesso si verificano delle coincidenze straordinarie, come è il caso di questa settimana. Proprio nel momento in cui avrei dovuto verificare in pista gli effetti di un intenso ciclo di lavoro, durato un anno e sopportato grazie a iniezioni da cavallo di forza di volontà e motivazione, il piano editoriale riportava Pillola 74Cos’è la Resilienza (Volontà, carburante della Motivazione)”. Dunque, ora ne ho anche le prove: il mio metodo innovativo funziona!

Crederci sempre, a qualunque costo
Nella mia vita, soprattutto in quella vissuta da atleta, ho sempre affrontato una sfida dietro l’altra, perché quando sei contagiato da quel virus che si chiama agonismo, non c’è vaccino che tenga. Sei sieropositivo per l’eternità, malato di ambizione, bramoso di desiderio di primeggiare in tutto. Nella mia biografia sportiva racconto qualche particolare significativo e tra le righe si comprende bene che ho sempre puntato al massimo in tutto (nomen omen!).

Quand’ero piccolo e gracilino, chiesi a mia madre di portarmi in una palestra di pesistica e cultura fisica, perché volevo diventare più grosso e più forte. Dopo qualche mese, dichiarai al mio istruttore che avrei voluto gareggiare e vincere il campionato italiano. Risate generali, e commenti tra l’ironico e il sarcastico, ma io non mi sono mai scomposto e ho continuato ad allenarmi con grande impegno. La faccio breve: non solo sono diventato campione italiano, ma ho conquistato 11 primati nazionali e ho partecipato alle più importanti competizioni internazionali, concludendo la mia carriera nel prestigioso Gruppo sportivo della Polizia di Stato “Fiamme oro”.

Abbandonata la pesistica, mi sono sfogato in tante altre discipline, dallo sci alle arti marziali, fino ad approdare all’atletica leggera. Il contatto felpato con la pista rossa dopo quello duro su una pedana, mi ha stregato di nuovo e ho iniziato ad allenarmi per la corsa sulle distanze brevi, disciplina nella quale le mie fibre muscolari (quelle bianche, per intenderci), messe alle strette per anni e anni con esercizi massacranti di potenza, avrebbero potuto dare il massimo in termini di velocità ed esplosività.

Della serie, ogni momento è quello giusto
Circa un anno fa, in vista del cambio di categoria, ho preso la decisione di affrontare il fatidico giro della morte, il giro di pista, i 400 metri, terrore puro per ogni velocista, di cui ho giù parlato nella Pillola 26. Dicevo che il solo pensiero di dover correre alla massima velocità possibile per un intero giro (due nel caso di una gara indoor) devastava me, come devasta ogni velocista, a partire da Usain Bolt, l’uomo più veloce del mondo, che nella sua biografia parla di quelle che erano le sue gare, ossia i 200 e i 400 metri piani, prima di dedicarsi ai 100 e ai 200. Bolt descrive con grande efficacia il “momento di non ritorno” che arrivava durante il suo allenamento per i 400 metri, definito un istante di agonia pura in cui il corpo ti grida di smettere perché il dolore è intollerabile e ti viene da vomitare.

Per me è stata l’ennesima sfida (e non sarà l’ultima, se un po’ mi conosco…), perché chi mastica qualcosina di atletica leggera sa bene cosa significhi “inventare” un 400 alla mia età. Ho sviluppato un programma di allenamento mentale personalizzato e improntato sulla "resilienza", anche perché la sperimentazione su me stesso è sempre stata la base del metodo di lavoro che applico con gli atleti che seguo, ed è l’essenza del progetto Atleta Vincente, nel quale ho condensato 35 anni di esperienza nel mondo dello sport.

Le prime gare, lo scorso anno, sono state micidiali: durante gli ultimi 100 metri era come nuotare controcorrente e all’arrivo mi mancava il fiato. In ogni caso, l’esordio è stato con un tempo inferiore al minuto: accettabile. Dopo 12 mesi, grazie al supporto tecnico costante e impareggiabile di coach Massimo Clementoni (sarà un caso che pure lui si chiama Massimo?), azzurro che ha avuto l’onore di correre insieme all’immenso Pietro Mennea (in questo articolo c’è un frammento della sua biografia), ai Campionati Italiani Individuali Indoor Master 2016 di Ancona (26-28 febbraio) posso affermare senza tema di smentita di aver disputato una “gara perfetta”. Tempo eccellente, 56.36 (primato personale assoluto, ossia indoor e outdoor, con passaggio ai 200 in 26.33): quinto tempo in Italia, dietro a 4 extraterrestri, atleti che NON provengono da un’altra disciplina e che hanno dedicato la loro vita all’atletica leggera, quindi mi sento a pieno diritto PRIMO DEGLI UMANI!

Questo è il video (by Vittoriana Gariboldi) dei 400 metri, Palaindoor Ancona, sabato 27 febbraio 2016: 


Resisto, dunque mi ripeto
Il giorno successivo, dopo sole 12 ore di riposo, mi sono concesso il bis nei 200 metri, chiudendo la gara in 25.34, altra miglior prestazione individuale e quarto tempo in Italia. Pure in questo caso, PRIMO DEGLI UMANI, dietro ad atleti del calibro di De Feo, Longo e Comper, e ho detto tutto…

Questo è il video (by Vittoriana Gariboldi) dei 200 metri, Palaindoor Ancona, domenica 28 febbraio 2016:


Dulcis in… bronzo!
Infine, sempre domenica, terza gara in due giorni, abbiamo conquistato il bronzo di squadra, l’Atletica Pistoia, nella staffetta 4x200 (Carlo Canaccini, Renzo Romano, Massimo Binelli e Fabrizio Boggi). Onore al merito del quarto frazionista, Fabrizio Boggi, ingaggiato in emergenza perché il nostro uomo di punta, Roberto Barontini, qualche settimana fa si è infortunato in un banale incidente domestico (maledetto di un gatto!). Con Barontini avremmo difeso l’oro dello scorso anno (ricordo che eravamo campioni italiani in carica), ma con i se e con i ma non si vincono le gare. Ci riproveremo, questo è sicuro, e comunque una medaglia è sempre una medaglia, perdincibacco nonché acciderbolina!

Appuntamento tra un mese esatto, stesso luogo, stessa pista, per gli XI European Masters Athletics Championships Indoor, dal 29 marzo al 3 aprile. Quelle appena fatte, dunque, erano solo le prove generali...

Segue un bella carrellata di foto.

400 metri, in vista dell'imbuto finale

400 metri, in vista dell’imbuto finale

400 metri, taglio del traguardo

400 metri, il tuffo (Roby Blasina Photography)

400 metri, taglio del traguardo

400 metri, il taglio del traguardo

200 metri, il taglio del traguardo

200 metri, il photofinish

Staffetta 4x200, da sinistra Boggi, Binelli, Romano e Canaccini

Staffetta 4x200, il podio (ultima foto di Roby Blasina Photography)

Ultima modifica il Sabato, 13 Maggio 2017 15:48