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Lunedì, 18 Gennaio 2016 06:50

Paura di sbagliare (Come prendere le decisioni giuste)

Paura di sbagliare (Come prendere le decisioni giuste)

Nella Pillola 54 ho spiegato come superare la paura in generale, ossia la paura di volare, di parlare in pubblico, del rifiuto, dell’abbandono, di vincere. Molti commenti inviati da chi ha letto la notizia, tuttavia, riguardano una paura molto specifica, la paura di sbagliare, che rischia di bloccarci di fronte a soluzioni alternative tra cui scegliere. In questi casi, come possiamo fare per prendere la decisione giusta?

Sei strategie... infallibili
Secondo te, in quanti modi è possibile prendere una decisione? Io sostengo che siano almeno sei:

  1. “a naso”, seguendo l’istinto;
  2. razionalmente, valutando con rigore pro e contro;
  3. affidandosi ai pareri e ai consigli degli “esperti”;
  4. tirando a sorte;
  5. consultando un mago o una cartomante;
  6. aspettando che arrivi l’ispirazione.

Vediamoli uno per uno.

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it

1. “A naso”, seguendo l’istinto
Ricordi la Matrice di Eisenhower di cui ho parlato nella PillolaCome smettere di cazzeggiare”? Ebbene, se escludiamo le decisioni importanti da prendere con urgenza, perché ciò che è IMPORTANTE e URGENTE va fatto subito, e dunque la decisione deve essere presa all’istante, giusta o sbagliata che sia, in tutti i casi in cui non si tratti di vita o di morte possiamo seguire un metodo un tantinello più affidabile del nostro naso, visto che non siamo cani da trifola…

2. Razionalmente, valutando con rigore pro e contro
Se ci mettiamo a rimuginare tra i pro e i contro di una decisione da prendere, non ne usciamo vivi. Dopo sforzi neuronali immani, magari arriviamo pure a riempire una pagina divisa a meta con due liste zeppe di vantaggi da una parte e svantaggi dall’altra, individuati in funzione di modelli di riferimento a cui ispirarci per determinare se fare in quel modo piuttosto che in quell’altro sia universalmente ritenuto giusto o sbagliato, ma la decisione finale è sempre e soltanto nostra. Abbiamo rimandato, sprecato energie e comunque siamo sempre lì di fronte al bivio: spetta a noi scegliere se andare a destra o a sinistra.

3. Affidandosi ai pareri e ai consigli degli “esperti”
Chissà quante volte ti sarà capitato di interpellare gli “esperti in materia” e ricevere pareri contrastanti, se non addirittura opposti. In materia di salute è molto frequente che accada, perché se malauguratamente capitasse di dover affrontare un problema serio, ci sarà sempre un primo luminare che propone di operare subito, un secondo professorone che dice di fare prima una cura neoadiuvante, così da rendere l’intervento più efficace, e un terzo guru che illustra i prodigi di una terapia sperimentale. A quel punto che fai? Dove te li metti i tre parerei illuminati, visto che devi decidere della tua pelle?

4. Consultando un mago o una cartomante
So che adesso ti ribalterai dalla sedia, perché sto per farti una rivelazione sconvolgente: affidarsi a un mago o a una cartomante è un po’ come adottare il metodo della razionalità e del rigore. Il ciarlatano di turno non fa altro che biascicare frasi generiche, come quelle che si leggono negli oroscopi, valide per tutti e per ogni stagione, sicché dopo un’ubriacatura di parole inutili arriviamo a decidere, convinti che sia stato per merito del santone o della fattucchiera, mentre in realtà abbiamo scelto secondo il nostro schema mentale che ci ha portato a esporre il problema in un modo che contiene già la soluzione ritenuta giusta per noi, puntualmente colta e subito rivenduta a 100 euro, ovviamente senza fattura…

5. Tirando a sorte
Hai il 50% di probabilità di azzeccare la soluzione giusta, ed è una percentuale onesta, certamente superiore a quel 100% di certezza granitica tipica dei decisionisti, che però finiscono per commettere errori a catena, uno dietro l’altro. Tirando la monetina, almeno una volta su due si rischia di fare la cosa giusta

6. Aspettando che arrivi l’ispirazione
Si tratta di una provocazione, lo avrai capito, però è davvero questo il metodo corretto per prendere decisioni importanti ma non ancora urgentissime. Dobbiamo affidarci con fiducia alla parte più profonda di noi, quella che lavora anche quando dormiamo, un po’ come insegna l’antico adagio “la notte porta consiglio”. Mettendo da parte i pregiudizi, le convinzioni, le forzature culturali, i consigli spassionati degli altri, che di solito sono tutto fuorché disinteressati, diamo tempo alla nostra mente di far sedimentare la mole di informazioni che abbiamo acquisito e di far emergere la soluzione giusta per noi.
“Sì, ma quanto tempo?”, ti stai forse chiedendo. Tutto il tempo che occorre, perché la nostra mente ha un suo orologio. Può darsi che la soluzione arrivi tra un giorno come che ti si presenti tra una settimana, e quando arriverà, ti sembrerà di averla avuta sempre dentro di te, andava soltanto svelata.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


Prova tecnica di lettura del pensiero

“E bravo mental coach! Dopo tutti questi discorsi, dunque mi stai dicendo che quando devo prendere una decisione mi posso mettere comodo in poltrona a leggere un libro e aspettare che arrivi l’illuminazione?”


Beh, come ho sottolineato poco fa, è una provocazione, ossia un invito a prendere in seria considerazione il fatto che quando la vita ci presenta un bivio, dobbiamo smetterla di lambiccarci il cervello pensando che spaccare il capello in quattro o iniziando a stressare anche il vicino o la vicina di casa alle tre di notte per chiedergli cosa farebbe lui al nostro posto ci porti a imboccare la strada giusta. Occorre adottare le strategie di cui ho parlato in molte altre Pillole, ossia fermare i pensieri negativi o ansiogeni e sostituirli con pensieri CCCP ossia Corti, Convinti, Consapevoli e Positivi (al proposito, guarda il primo video gratuito del videocorso Atleta Vincente). Poi è importante visualizzare il risultato di ogni possibile scelta, coinvolgendo tutti i nostri sensi, per sentire dentro di noi cosa succederebbe se ci trovassimo già nell’una o nell’altra situazione. In questo modo, arriverà la risposta alla fatidica domanda “cosa è meglio per me”.


È il momento di agire!
Per ricevere un aiuto concreto sul modo corretto di formulare il dialogo interno e sulla visualizzazione, e per continuare in modo consapevole la tua crescita personale, contattami e ne parliamo. Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

 

Ultima modifica il Lunedì, 22 Maggio 2017 08:28

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