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Domenica, 21 Maggio 2017 22:07

“Mi serve ora questo pensiero?” (Attenzione, concentrazione e multitasking)

“Mi serve ora questo pensiero?” (Attenzione, concentrazione e multitasking)

Quante volte ti è capitato di andare al lavoro con un pensiero fisso che per tutto il giorno ti frulla nella testa, oppure di andare ad allenarti e mentre ti stai riscaldando ti viene in mente che non hai fatto quella telefonata importante? E quante volte ti è capitato di svegliarti in piena notte con qualcosa che ti ronza in testa e che ti impedisce di addormentarti di nuovo? Sappi che c’è una soluzione tanto semplice quanto efficace per scaricare la cache, termine caro agli smanettoni del computer, per scaricare la memoria, detto in altre parole. Vuoi scoprila?

I pensieri inquinanti non sono solo quelli velenosi
Per una volta non parlo necessariamente di pensieri negativi, ma di pensieri in generale. Il pensiero di qualcosa che dovevamo fare al lavoro, ma ce ne ricordiamo solo quando ormai siamo al campo scuola e stiamo per iniziare l’allenamento, oppure qualcosa che dovevamo fare in casa, ma il lampo arriva quanto ormai siamo al lavoro. O ancora, la preoccupazione per quella fattura non pagata e il pensiero martellante di dover assolutamente chiamare il cliente l’indomani mattina, che ci viene in mente proprio quando siamo al cinema. E poi c’è l’idea geniale che chissà come e chissà perché arriva di notte (la notte porta consiglio, dicono i saggi...), e non ci fa più riaddormentare perché continuiamo a inseguirla senza trovare più pace.

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Questi pensieri, che non sono inquinanti di per sé, o almeno non lo sono nel senso che attribuisco a questa definizione quando parlo di pensieri negativi, rallentano la nostra attività cerebrale e incidono pesantemente sulla prestazione, qualunque essa sia. Sai perché? Perché, come ho spiegato in molte Pillole, l’uomo non è multitasking (altro termine caro agli smanettoni) e il suo cervello non riesce a elaborare tante informazioni contemporaneamente, se non a discapito della velocità, dell’efficienza del processo cognitivo e della concentrazione.

La concentrazione è l’abilità mentale che organizza le informazioni raccolte dai nostri sensi e le traduce in un’azione. Ne consegue che maggiori sono le informazioni raccolte dalla nostra attenzione e minore sarà la concentrazione. Dunque è fondamentale selezionare con cura le informazioni importanti per noi e separarle dal “rumore” di fondo, che costituisce un inutile appesantimento.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


Ecco un’altra domanda da cento pistole!
La domanda che dobbiamo rivolgerci quando facciamo fatica a concentrarci perché c’è troppo brusio in testa è:

“Mi serve questo pensiero?”.


Se la risposta è no, dobbiamo zittirlo. Possiamo immaginare di avere una manopola da girare, come quella che c’era sulle vecchie radio a valvole, e abbassarne il volume.

“O mental coach, e sarebbe questa la soluzione magica che mi hai preannunciato in pompa magna? Che fai, mi culi per il piglio?”.


Giammai! È solo che stavo mettendo alla prova la tua pazienza, e se hai smesso di leggere la Pillola 10 secondi fa, sai che ti dico? Peggio per te! :)


La soluzione, che non è magica, ma è di buon senso, semplice ed efficace però totalmente disconosciuta, è questa:

prendi un taccuino e scrivi quello che hai in testa, prima di girare la manopola del volume.


Attenzione: ho scritto un taccuino, non il blocco note dello smartphone. Taccuino, hai presente quello strano oggetto a forma di libriccino, con i fogli bianchi, a righe o a quadretti, che si usava nel Paleozoico per prendere appunti o per fare disegni? Ecco, prendi un taccuino e una penna, o una matita, almeno non rischi che non scriva, e annota tutto, così eviterai di dimenticartene e potrai finalmente scaricare la cache, la memoria a breve termine.

Perché il problema è tutto qui. Quando ci chiediamo se serve questo pensiero, e la risposta è no, vorremmo metterlo subito da parte e occuparcene “dopo”, ma abbiamo paura di scordare tutto, quindi lo teniamo lì, in sottofondo, a consumare preziose risorse mentali o a non farci più dormire, se ci siamo svegliati con “un’idea meravigliosa in testa”, come diceva quel tale negli anni Ottanta.

Tira più... una notifica di Facebook che un carro di buoi
Sì ho capito, ti stai chiedendo perché diamine non puoi scrivere quel dannato pensiero sul tuo smartphone. Te lo spiego subito il perché, visto che proprio non riesci a immaginarlo (e ciò non mi stupisce). Perché se prendi lo smartphone in mano, prima di scrivere la preziosa idea DEVI aprire le 27 notifiche di Facebook, guardare chi ha messo “mi piace” al tuo ultimo post, scoprire quanti cuoricini ha conquistato la tua ultima foto su Instagram, vedere cosa diamine è successo nel gruppo di WhatsApp dei tuoi vecchi compagni di classe dove ci sono ben 47 messaggi non letti…

Quando finalmente hai fatto tutte queste attività importanti e urgenti, apri il blocco note e… e… non ricordi più cosa dovevi scrivere! Puff, pensiero sfumato. Dunque, da una parte hai sì liberato la mente, ma dall’altra ti sale il nervoso perché ora devi recuperare assolutamente l’informazione dispersa, quindi ti serve un’altra Pillola, quella che ti spiega come canalizzare la rabbia. Cortocircuito, tilt, rincoglionimento totale, frittata fatta.

Fidati del tuo mental coach: compra un taccuino e usalo, sempre che tu sia ancora capace a scrivere in corsivo. Se proprio non ne sei più capace, va bene anche lo stampatello, o al massimo fai uno schizzo!

È il momento di agire!
Se ti piace questo trucchetto, sappi che il tuo mental coach ne sa una più del Diavolo, quindi contattami e ne parliamo! Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Lunedì, 22 Maggio 2017 08:06

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