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Domenica, 19 Marzo 2017 23:00

Il potere liberatorio della verità (Piantala di raccontarti storie)

Il potere liberatorio della verità (Piantala di raccontarti storie)

Quando parlo dell’importanza di avere un dialogo interno positivo, argomento trattato nella prima sessione gratuita del mio progetto Atleta Vincente, spiego che il pensiero è l’attività psichica mediante la quale l’essere umano prende coscienza di sé e della realtà, formula ipotesi e giudizi, elabora contenuti e informazioni per arrivare a definire la “mappa del mondo” in cui vive e in cui si rappresenta con le immagini, che suscitano emozioni. Ognuno di noi si sforza di dare un senso a ciò che vede e percepisce tramite una serie di supposizioni, di teorie, di credenze religiose, di superstizioni, e sulla base di questa narrazione incessante costruisce la storia, la sua storia personale, la storia della comunità in cui vive, la storia dell’umanità. Questa storia è vera per chi se la racconta, ma di quale verità si tratta?

Cieli immensi, fiumi azzurri e colline e praterie…
La storia che la nostra “vocina” ci racconta ogni giorno è la storia di una realtà immaginaria, che esiste soltanto nella nostra testa. Quando avevamo pochi mesi di vita, guardavamo il cielo, gli alberi, gli animali, ma non conoscevamo ancora il loro nome, non sapevamo nemmeno che quello che stavamo guardando avesse un nome. Poi ci hanno insegnato che il cielo, nella nostra lingua, si chiama cielo e che il suo colore, quando è sereno, è azzurro, ma come facciamo a essere sicuri che il mio azzurro sia uguale al tuo azzurro?

Non possiamo: la realtà che vediamo è una realtà virtuale, esiste solo nella nostra testa.


Se il punto fosse definire le sfumature di azzurro, o magari di grigio, che va tanto di moda, non sarebbe poi così grave. Diventa grave, invece, quando con tutta la serie di supposizioni, di teorie, di credenze religiose e di superstizioni di cui è intrisa la nostra mente narriamo la storia della nostra vita. Ci descriviamo istante dopo istante, ci parliamo, ci diciamo chi siamo, ci giudichiamo, ci critichiamo, ma il problema è che spesso ci raccontiamo un sacco di balle!

Ci diciamo che non siamo sufficientemente magri, che non siamo abbastanza belli, che non siamo fortunati, che non siamo perfetti così come vorremmo essere, che non meritiamo di essere ricchi e felici perché i nostri genitori erano poveri, che non meritiamo di essere amati e via discorrendo, ma queste sono solo supposizioni, non è la VERITÀ!

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


La verità ti fa male? NO, è liberatoria!
Si tratta di opinioni che abbiamo maturato negli anni ripercorrendo sempre gli stessi sentieri disegnati sulle mappe del mondo di tutte le persone con le quali abbiamo avuto relazioni, a partire dai genitori, e quei sentieri alla fine sono stati incisi profondamente sulla nostra mappa. Non sappiamo se ci porteranno mai a scoprire lo scrigno dove è custodita la verità, ma li seguiamo ugualmente, per abitudine.

Inseguiamo un’idea virtuale di verità, non la verità oggettiva, e per la nostra vocina narrante siamo quello che crediamo di essere, non ciò che siamo realmente.


Per recuperare la nostra vera essenza, dobbiamo usare con grande consapevolezza il potere liberatorio della verità. Impariamo a dirci la verità, ad accogliere i nostri difetti senza giudicarli e ad accettare tutte le nostre debolezze. In altre parole, sostituiamo il pensiero negativo e martellante che ci giudica e ci critica aspramente con parole veritiere e gentili, anche nei confronti degli altri (ricordi la Pillola 109 in cui parlo dell’importanza di essere gentili, vero?), perché si tratta soltanto di un punto di vista soggettivo, non è la verità.

Rifletti: se sei tu a scrivere la tua storia, perché mai dovresti scrivere una storia contro di te?

La verità è portatrice di genuinità e di felicità, mentre la menzogna è foriera solo di sofferenza e di complicazioni.


Hai presente quanto è difficile mantenere in piedi un castello fatto di mille menzogne? Basta un soffio di verità per farlo crollare. Focalizza la tua attenzione solo sulla verità, non su quella che tu pensi sia la verità. Evita di fare supposizioni inutili e dannose, per te e per chi hai a cuore, e se hai dei dubbi, risolvili con domande utili a fare chiarezza piuttosto che cedere alla tentazione di costruire una verità virtuale.

Smettila con le pippe mentali
Pensare troppo, costruire scenari inesistenti, immaginare complotti ovunque, farsi seghe mentali, inquina la mente e consuma una quantità enorme di energie nervose, quindi smettiamola di voler dare per forza un’etichetta e una spiegazione a tutto e concentriamoci soltanto sulla ricerca della verità liberatoria.

È il momento di agire!
Se vuoi saperne di più sulle strategie da adottare per risparmiare energie mentali da investire immediatamente in tutto ciò che è meglio per te, contattami e ne parliamo. Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Domenica, 19 Marzo 2017 23:00

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