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Lunedì, 19 Ottobre 2015 06:47

Elimina la negatività che c’è in te (La potenza del pensiero positivo)

Elimina la negatività che c’è in te (La potenza del pensiero positivo)

Se pensi che tutto ciò che fai sia condizionato da un alone di negatività che ti perseguita come la nuvoletta di Fantozzi e ti provoca sofferenza, ti do una buona notizia: puoi neutralizzare questa energia negativa e dare una svolta alla tua vita.

Più ti lamenti e più la sfiga ti accontenta
Di negatività ne ho già parlato quando ti ho spiegato “perché ti va tutto storto”, ricordi? Dicevo che chi si piange addosso ha SEMPRE ragione, perché più formula pensieri negativi e più continua ad attrarre la sfiga su di sé, tant’è che ho formulato la… Legge di Attrazione della sfiga!

Possiamo smettere di calamitare negatività e diventare recettivi nei confronti di ciò che è positivo per noi? Sì, possiamo farlo, possiamo modificare il nostro livello di energia, il nostro stato vitale, per raggiungere un maggiore benessere e far sì che sia possibile esprimere tutto il nostro potenziale. Pur non essendoci nulla di magico o di mistico in ciò che sto per dirti, è un po’ come se cambiando il nostro atteggiamento nel “qui ed ora”, andassimo a modificare il futuro che si origina dal nostro presente.

“O mental coach, e come si fa a modificare il futuro, visto che qualunque cosa io faccia, non ne va mai bene una?”.


Se questa è la domanda che avevi in mente di rivolgermi, ti rispondo subito: possiamo modificare il nostro futuro riprendendo il controllo della nostra vita e avendo ben presente qual è il nostro valore. Soprattutto dobbiamo tagliare la corda con nodo scorsoio che da una parte ci ritroviamo stretta attorno al collo e dall’altra la vediamo appesa, dall’altra parte della trave, alle nostre preoccupazioni e alle nostre pesantezze, perché oltre un certo limite di sopportazione, quel nodo si stringe inesorabilmente e ci fa soffocare.

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Riprendere il controllo della nostra vita significa nutrire la mente con pensieri positivi, e in questo caso grazie al coaching è possibile imparare a valutare un pensiero e, se negativo, a modificarlo per riformularlo in modo consapevole, convinto e positivo. Poi significa anche infrangere a mazzate la cappa di negatività che ci siamo edificati attorno formulando obiettivi e iniziando una qualsiasi attività che ci porti a provare soddisfazione e appagamento. Ad esempio, può trattarsi di volontariato, perché interessarsi al benessere del prossimo fa aumentare la nostra energia e, di conseguenza, la negatività pian piano viene annientata da una piacevole sensazione di felicità. Infine significa imparare a visualizzarci nello stato desiderato, e anche di questo argomento ne abbiamo già parlato nella Pillola del “Sei nato ricco”, che ti invito a rileggere.
 

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...

 

Anche la legge della conservazione dell’energia non è perfetta…
Alla base di questo cambiamento c’è sempre la domanda socratica per eccellenza: “Cosa è meglio per me?”. Ad esempio, perché non proviamo a ricostruire rapporti sereni e armoniosi con chi ci sta a fianco, tanto nella vita privata quanto sul lavoro? Ben presto inizieremmo a ricevere indietro un’energia molto superiore rispetto a quella spesa per vincere l’orgoglio e tutte le nostre resistenze, frutto di un lungo periodo di chiusura. È come se i canali dell’energia, ossidati per il disuso, avessero bisogno di un lubrificante per far sì che ricominci uno scambio dall’interno verso l’esterno e dall’esterno verso il nostro animo.


Serve l’allenamento mentale per raggiungere questo obiettivo, ossia per uscire dalla spirale della negatività? Sì, serve, perché ti ricordo che il coaching è un metodo di lavoro orientato al miglioramento delle performance e al raggiungimento di obiettivi attraverso la scoperta e lo sviluppo delle potenzialità individuali, e sottolineo quest’ultimo concetto: “attraverso la scoperta e lo sviluppo delle potenzialità individuali”. Lo rimarco perché chi vive la pesantezza del “mi va tutto male”, non ha bisogno di un “maestro” che impartisca chissà quali insegnamenti, che probabilmente sarebbero anche abbastanza inutili, ma ha bisogno di un “facilitatore di consapevolezza, responsabilità e fiducia” (ti piace la definizione?), ossia di un coach che gli permetta di creare dentro di sé le condizioni affinché si verifichino scoperta, apprendimento e crescita.

Caricati a molla e preparati a scattare
Il successo del coaching, infatti, ruota attorno alla piena conoscenza e consapevolezza delle risorse che abbiamo dentro di noi e attorno a noi nell’istante in cui ci osserviamo, ossia nel momento presente. Tornare ad essere consapevoli e responsabili del “qui ed ora” e avere fiducia in se stessi significa evitare di tormentarci per il passato, perché quel che è fatto è fatto, e poi perché rimuginare è dannoso e inquina la mente, ma significa anche evitare di angosciarci per il presente e di preoccuparci per il futuro. In altre parole, significa riprendere in mano la nostra vita e dare un giro di carica alla molla della nostra autostima.

È il momento di agire!
Vuoi provare a dare una svolta positiva alla tua vita? Contattami e ne parliamo… Che ne pensi di lasciare proprio tu il primo commento qui sotto? Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Lunedì, 22 Maggio 2017 08:26

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