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Domenica, 04 Giugno 2017 22:02

Come ricaricare la “batteria” dei tuoi ancoraggi (Emozioni forti per azioni efficaci)

Come ricaricare la “batteria” dei tuoi ancoraggi (Emozioni forti per azioni efficaci)

Nella mia Pillola 15, che risale al Giurassico, ho parlato per la prima volta di ancoraggio, che ho definito come «il processo con il quale creiamo un’associazione tra un’esperienza e uno stato d’animo». Agli ancoraggi, tra l’altro, è dedicata la settima sessione del videocorso Atleta Vincente e un capitolo del mio libro, e per questa ragione ricevo molte richieste di approfondimento da parte di atleti che desiderano scoprire assieme a me il modo per farli funzionare al meglio in relazione alla loro disciplina. Così ho deciso di riparlarne, aggiungendo un livello di osservazione diverso.

È grazie agli ancoraggi se la specie umana non si è (ancora) estinta
Gli ancoraggi si sono formati e consolidati nella mente rudimentale dei nostri progenitori pelosi, ben prima che si sviluppasse il linguaggio, per garantire la sopravvivenza della specie. Ad esempio, il solo fatto di guardare per la prima volta la scena cruenta di una belva che stava sbranando un proprio simile ha creato un ancoraggio allo stato d’animo di terrore vissuto in quel momento, sicché bastava vedere quella bestia feroce una seconda volta per provare il medesimo terrore, fuggire a gambe levate e tentare di mettersi in salvo.

Così è avvenuto per tutte le altre millemila situazioni di pericolo che presentava il mondo ai suoi albori. Si tratta quindi di un processo molto efficace, radicato profondamente nella nostra mente, che possiamo sfruttare a nostro vantaggio, non solo per “fuggire da” ma anche e soprattutto per “andare verso”.

Il meccanismo stimolo-risposta
Quando parlo dell’influenza dei pensieri sul nostro stato d’animo, argomento della prima sessione (gratuita) del videocorso Atleta Vincente, spiego che un qualsiasi pensiero che ci ronza in testa evoca immagini che compaiono sullo schermo della nostra mente, e queste immagini suscitano emozioni. Se il pensiero è negativo, arriveranno immagini negative e le emozioni saranno negative (penso all’errore che ho commesso, rivedo l’immagine della gara finita male e provo la delusione che ho vissuto in quel momento), laddove se il pensiero è positivo, compariranno immagini positive e le emozioni saranno positive (penso alla bella prestazione che ho fatto, rivivo il film a lieto fine e provo la stessa gioia).

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it


La Pnl, la Programmazione Neuro Linguistica, metodo di comunicazione ideato in California negli anni Settanta del XX secolo da Richard Bandler e John Grinder, sostiene che il nostro stato emotivo determina il nostro comportamento, perciò capisci quanto è importante sperimentare emozioni positive per evitare l’autosabotaggio?

Ecco, un ancoraggio, che può essere un gesto, un’immagine che fai comparire nella tua mente, lo sguardo puntato in un punto ben preciso, un particolare modo di respirare, una parola chiave, un suono o qualsiasi altro atto che possa essere riprodotto a tuo piacimento, serve proprio a questo. Serve a ricreare dentro di noi le emozioni che abbiamo già vissuto in una particolare occasione del passato per reagire nel presente, nel qui e ora, con un atteggiamento entusiasta e un’azione positiva, e dunque serve per cambiare una sensazione non desiderata o negativa attingendo energia da stati d’animo ricchi di quell’energia.

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


Coccola e rispetta SEMPRE i tuoi ancoraggi
Se un atleta sta per affrontare una gara importante e desidera riprodurre il momento magico vissuto in passato quando ha vinto una competizione altrettanto importante, deve riportare nel suo qui e ora quello stato d’animo con un opportuno ancoraggio, creato e rafforzato anche grazie alla visualizzazione. Questo processo, quindi, attinge “energia mentale” da una fonte, che per funzionare al meglio e garantire un effetto potente deve essere sempre al massimo della sua carica potenziale.

Se la gara andrà bene, l’ancoraggio usato verrà “ricaricato”, mentre se la gara dovesse andare meno bene del previsto, l’indicatore di carica di quell’ancoraggio scenderà di una tacca. L’ancoraggio, in sostanza, si comporta un po’ come la batteria ricaricabile del cellulare: quando è carica, l’indicatore è a fondo scala e c’è energia sufficiente per spippolare per ore; quando sta per scaricarsi del tutto, l’indicatore avverte che l’autonomia residua è insufficiente e presto il cellulare smetterà di funzionare.

Un ancoraggio, come una batteria, deve essere periodicamente “ricaricato” per far sì che possa restituire nel momento del bisogno il massimo delle sue potenzialità, ma dove si compra il carica-ancoraggi?


Prima di rispondere a questa domanda, ti do un avvertimento: evita di “offendere” il tuo ancoraggio, se “oggi” non ha funzionato come ti saresti aspettato, perché senza l’ancoraggio le cose sarebbero andate ancora peggio.


Come dici, non posso dimostrarlo? Vero, ma tu non puoi dimostrarmi nemmeno il contrario, quindi taci e continua a fidarti delle risorse che hai dentro di te!

Come usare il carica-ancoraggi
Torno al carica-ancoraggi. Questo aggeggio magico era già incluso nella scatola di montaggio, quando ti hanno assemblato tanti anni fa, solo che nessuno ti ha mai dato il libretto di istruzioni. Ecco un breve riassunto di cosa c’è scritto a pagina 116:

ricerca nella tua mente “quella volta” in cui hai dato il massimo, quella volta in cui la vocina ha detto “oggi è stato tutto perfetto, magari riuscissi ad avere sempre questa carica e questa energia”. Visualizza il momento coinvolgendo tutti i tuoi sensi e quando il tuo corpo e la tua mente saranno pronti ad accogliere le immagini, rivivilo 10, 100, 1000 volte. Mentre le immagini si formano, e il tuo cuore inizia a correre, come se tu fossi ancora lì, in piena azione e trance agonistica, ripeti il tuo ancoraggio, con la mente e con il corpo, se si tratta di un gesto da poter mimare, e ogni volta che lo fai, la carica dell’ancoraggio aumenterà di una tacca.

È il momento di agire!
Capito come funziona? E ti piacerebbe sapere quante ancore puoi creare, come puoi usarle nelle diverse situazioni (ad esempio ancore “d’ambiente” e ancore “d’azione”, come le chiamo io) e come puoi renderle ogni giorno sempre più potenti? Contattami e ne parliamo… Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Domenica, 04 Giugno 2017 22:02

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