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Lunedì, 17 Aprile 2017 06:05

“Anche se…”, due parole magiche (Consapevolezza, Responsabilità e Fiducia)

“Anche se…”, due parole magiche (Consapevolezza, Responsabilità e Fiducia)

Torno ancora una volta sul tema rovente del dialogo interno, argomento ampiamente trattato nella prima sessione gratuita del mio progetto Atleta Vincente, alla quale ti rimando anche se non sei un atleta (tanto, ripeto, è gratis!). Il pensiero negativo è come l’Idra di Lerna: per ogni testa che gli tagli, gliene ricrescono due! Ma ti rassicuro, non serve la forza di Ercole per sconfiggerlo, basta solo un po’ di astuzia. Nelle 112 Pillole che ho sfornato finora, ti ho già rivelato numerosi trucchi; oggi ne aggiungiamo un altro molto potente.

Come difendersi dalle trappole del pensiero negativo
A tutti coloro che ho avuto il piacere di accompagnare nel loro percorso di crescita personale o sportiva, e sono davvero tanti!, ho raccontato fino allo sfinimento cos’è la “trappola” della mucca lilla, ho spiegato le bizzarrie della nostra mente che “non conosce” la negazione, che “non ama” il dovere e altre amenità simili, ma ogni tanto, nonostante la potenza della mia formula CCCP per modificare i pensieri nefasti, la testa del mostro ricresce. Niente panico: la mia formula brevettata la trovi nella prima sessione gratuita del progetto Atleta Vincente.

Il mio libro “Atleta Vincente. Strategie e tecniche per diventare campioni nello sport e nella vita”, un vero e proprio manuale che rivela i segreti dell’atteggiamento mentale adottato dai Vincenti per raggiungere i loro traguardi: lo trovi su Amazon.it

Il pensiero negativo è velenoso come il sangue dell’Idra e assume le forme più impensate. Ad esempio, basta svegliarsi, guardare fuori, scoprire che piove e… puff!, scatta il buongiorno della nostra vocina silenziosa: «Oggi piove, che giornata di melma!». E il bello è che è sufficiente questo ronzio per condizionare le successive 12 ore…

Oppure mi viene in mente quell’atleta di mia conoscenza che si sveglia e pensa «Oggi mi sento un po’ stanchino», va ad allenarsi e mentre si cambia, nello spogliatoio, si dice che «Questo doloretto continua a farsi sentire», poi si allena e alla fine di una seduta incolore conclude la triade dicendo tra sé e sé «Oggi facevo meglio a starmene a casa», mix perfetto tra autosabotaggio e profezia che si autoavvera.

Sai perché questi pensieri sono subdoli e molto pericolosi?

Perché non sembrano negativi, in senso stretto. Infatti non contengono alcuna negazione, non sono aggressivi, non sono irriverenti nei confronti di chi li formula, quindi apparentemente sono innocui, ma appena compaiono iniziano a fare il loro mestiere, e lo fanno molto bene!

Vuoi che te la racconti io? Ok, clicca e guarda il video...


Ecco la domanda da cento pistole!
Come si riformula un pensiero negativo, figlio… dell’Idra immortale?


Non cercare su Wikipedia e lascia stare il mitico Ercole, te la do io la soluzione, in due parole:

Anche se…


Perché se oggi piove, mica puoi cambiare il pensiero convincendoti che non piove? E se hai dormito poco e male, mica puoi autoipnotizzarti per poi risvegliarti dopo venti minuti fresco come una rosa? E se quel doloretto si fa sentire, puoi sì controllarlo, come spiego nella quinta sessione del videocorso Atleta Vincente, ma mica puoi cancellarlo? Non puoi farlo perché ti prenderesti in giro, e la mente, come sai, non ammette inganni, però puoi modificarlo in modo da far emergere le tue energie nascoste. Seguimi…

«Oggi piove, che giornata di melma!», può diventare: «Anche se oggi piove, VOGLIO trovare il modo per far rendere al meglio il mio tempo».

«Oggi mi sento un po’ stanchino», può diventare: «Anche se oggi ho riposato poco, in allenamento posso fare comunque del mio meglio».

«Questo doloretto continua a farsi sentire», può diventare: «Anche se questo doloretto mi infastidisce, so che posso controllarlo e fare ugualmente un buon allenamento».

Come dici?, non sapevi che il dolore (che deve essere un doloretto cronico, non un dolore acuto dovuto a un infortunio fresco, mi raccomando), si può controllare con la mente? Fidati, si può! Iscriviti al videocorso Atleta Vincente oppure contattami e ne parliamo…

E infine…

«Oggi facevo meglio a starmene a casa», può diventare: «Anche se avevo poca voglia di allenarmi, sono contento perché ho tenuto duro».

In altre parole, abbiamo usato con consapevolezza il potere liberatorio della verità, senza accampare scuse, evitando cioè di trovare alibi preventivi.

Il succo è sempre il solito: smettila di raccontarti balle!
La consapevolezza fa aumentare la nostra responsabilità, e il senso della responsabilità fa crescere la fiducia in noi stessi, ci dà la percezione che il successo e il raggiungimento dei nostri obiettivi dipendono dalle nostre azioni e dalle nostre scelte, non dalle scelte o dagli errori degli altri. Tradotto:

non ci sono scuse che tengano, la responsabilità della tua prestazione è soltanto tua!


Prova a pensare a quante giornate di lavoro, a quanti allenamenti e, più in generale, a quante ore della tua vita vissuta avrebbero potuto prendere una china diversa se solo avessi usato le due parole magiche “anche se”… Anzi, fammi sapere qual è il più potente “anche se…” che hai trovato nei meandri della tua mente, così magari ne prendo spunto per una delle prossime Pillole…

È il momento di agire!
Se vuoi conoscere tutti i trucchi per sconfiggere il pensiero negativo, contattami e ne parliamo! Come dico sempre, “alza le chiappe dal divano e muoviti, fai il primo passo verso il tuo obiettivo”, e anche rompere il ghiaccio con un’opinione o una domanda è un modo per uscire dal torpore e passare all’azione, non credi? ;)

Ultima modifica il Lunedì, 22 Maggio 2017 15:14

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