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Martedì, 12 Maggio 2015 09:15

Alfa Brera: che rottura di sospensioni!

Alfa Brera: che rottura di sospensioni!

Qualche giorno fa, in un piazzale, mentre faccio una manovra in retromarcia, cede di schianto la sospensione della mia auto, un’Alfa Brera. Il braccio inferiore, sul lato anteriore sinistro, si stacca dal perno e si appoggia dolcemente sul lato interno del cerchio, inchiodando la ruota. Domanda: la rottura è avvenuta in manovra, quindi a vettura quasi ferma, ma cosa sarebbe successo se si fosse verificata in autostrada, a 130 chilometri orari, dove mi trovavo fino a pochi minuti prima? Beh, forse ora non sarei qui a lambiccarmi il cervello…  

Preso atto del disastro, con la macchina ferma nel bel mezzo del piazzale, prima chiamo il carro attrezzi, poi informo il mio meccanico di fiducia, Gianfranco Valsega, ex vice capo officina dell’Auto Nieri, la concessionaria Alfa Romeo che ha chiuso i battenti alcuni mesi fa, oggi alle dipendenze di Rossi Leauto. Gianfranco, che conosce la mia auto come le sue tasche e sa perfettamente quanto ho investito nella manutenzione nel corso degli anni, perché è stato il suo “medico”, mi suggerisce di informare il Customer Care dell’Alfa Romeo, visto che l’accaduto merita un’ispezione approfondita.

Perno sospensione Alfa BreraChiamo il numero verde 80025320000 e immediatamente viene aperta una segnalazione. Poche ore dopo, mi contatta il dottor Michele Canalis, referente di “EMEA MOPAR Service Parts & Customer Care - Customer Relations” di FCA Italy (Mopar è il “brand di riferimento per il servizio al Cliente, il Customer care, i ricambi originali e gli accessori dei marchi dei gruppi FIAT e CHRYSLER”, come si legge nel sito Mopar.eu), il quale mi chiede di inviargli le foto della sospensione che si è danneggiata (immaginando la richiesta, le avevo già scattate con il cellulare). Dopo aver visionato le immagini, mi risponde spiegando che «la nostra prassi prevede la perizia da parte di un nostro Tecnico … perizia che deve essere eseguita presso la Rete Assistenziale del Marchio. […] Nel momento in cui i pezzi saranno stati da Lei portati in Rossi Leauto, li faremo visionare sia dal Capo Officina sia da nostro personale. Le chiediamo di portare anche copia dei tagliandi di manutenzione programmata eseguiti sulla vettura».

Come richiesto, consegno i rottami e i documenti al capo officina di Rossi Leauto, Alessandro Martini, e resto in attesa di essere convocato per la perizia tecnica. Due settimane dopo, mi arriva il referto dell’annunciata perizia (svolta in mia assenza!), che riporto integralmente in formato immagine:

esito perizia FCA

 

Dunque, ricapitoliamo: si usura una boccola, il perno lavora sull’alloggiamento fino a rottura e «tale operazione» non può non aver «generato una rumorosità che diventava sempre maggiore a mano a mano che la boccola si usurava». Capito? Siccome NON PUÒ NON AVER GENERATO UNA RUMOROSITÀ in grado di preavvisare il pericolo di morte, la colpa è tua che non hai sentito il rumore e che non hai prevenuto l’accaduto portando l’auto in officina. Peccato che si dà per scontato che «tale operazione» produca rumore, ma se così non fosse? Beh, FCA se ne lava le mani: che il fatidico rumore non si produca o che tu non lo avverta, poco cambia: affari tuoi, ricordati che devi morire.

In chiusura, riporto anche la risposta che ho dato al Canalis, perché tutto mi sarei aspettato, ma non la presa per i fondelli.

Buonasera dottor Canalis,

 

premesso che, come le avevo detto per telefono, non mi aspettavo nulla di particolare da questa indagine, contesto in pieno quanto da voi affermato, poiché si tratta di conclusioni prive di qualunque fondamento, addirittura interpretabili come un’offesa all’intelligenza di un cliente che ha percorso con auto del gruppo Fiat circa un milione di chilometri. Le rammento soltanto le ultime quattro vetture che ho posseduto e i problemi che ho dovuto affrontare e subire. Fiat Coupé: almeno tre sostituzioni del variatore di fase e diversi problemi meccanici; Fiat Multipla Bipower: tre sostituzioni della testa, di cui due in garanzia, oltre a vari altri problemi congeniti; Alfa 156 Sw Jtd Dist: problemi alle sospensioni; Alfa Brera, ultima vettura: fatti salvi i numerosi interventi in garanzia, oltre 10mila euro spesi in manutenzioni ordinarie e straordinarie, tra i quali (e solo per riportare i più gravi) la sostituzione dei semiassi per ben due volte, la sostituzione di entrambe le sospensioni, della scatola dello sterzo e delle candelette a 120000 km, la sostituzione del cablaggio elettrico (!) a 180.000 km, la sostituzione del tubo superiore dell’idroguida e, per finire, la rottura di una delle due staffe di aggancio del serbatoio. Il tutto effettuato presso la concessionaria Auto Nieri, dove ho acquistato l’auto, che ha cessato l’attività di recente. Solo il capo officina dell’Auto Nieri, Paolo Venturotti, avrebbe potuto avere voce in capitolo per giudicare come ho sempre tenuto la mia auto, puntualmente portata in officina al minimo rumore o vibrazione fuori della norma. Considerato che la mia percorrenza è quasi completamente autostradale, ho sempre curato la manutenzione dell’auto in modo maniacale, pertanto il giudizio di un Capo Officina […], che non conosce me e non conosce la mia auto, è del tutto irrilevante e temerario, mentre avrei certamente rispettato il parere dell’ex vice capo officina dell’Auto Nieri, Gianfranco Valsega, oggi dipendente di Rossi Leauto, perché conosce sia la mia auto sia il modo in cui l’ho sempre curata. Per queste ragioni, respingo al mittente l’insinuazione che «… tale operazione non poteva non aver generato in precedenza una rumorosità che diventava sempre maggiore a mano a mano che la boccola si usurava», poiché non proveniva alcun rumore dalla sospensione, sostituita, lo ribadisco, 80.000 km prima. E in ogni modo si è rotto il perno, non l’alloggiamento della boccola, che si è frantumata a seguito dello schianto del perno, e non viceversa. Cosa sarebbe accaduto se tale schianto fosse avvenuto in autostrada? Il “controllo preventivo” di cui lei parla è stato sicuramente svolto in occasione di ogni tagliando, regolarmente effettuato alle scadenze previste.

Tutto quanto precede, per comunicarle ufficialmente che questa sarà l’ultima vettura del gruppo Fiat, oggi FCA, ad entrare nel mio garage. Non mi aspettavo nulla di diverso, e lo confermo ancora, in termini economici, tuttavia mi interessava molto capire quale sarebbe stato il vostro atteggiamento nei confronti dell’unico reclamo ufficiale che ho sporto, e sì che nei avrei avute ben altre di occasioni per inoltrarne. Avevo già iniziato una trattativa per acquistare una Alfa 4C, ma a questo punto rinuncio. Non ho più alcuna motivazione per continuare a dare fiducia a una casa automobilistica che a fronte di un grave problema tecnico, conseguenza di un difetto nella progettazione delle sospensioni della mia auto, come attestato da qualsiasi rivista di settore, forum o sito specialistico, mi comunica ufficialmente e a seguito di “accurata analisi” che se ho rischiato di lasciare la pelle in auto è dovuto unicamente al fatto che non posso non essermi accorto di una «rumorosità che diventava sempre maggiore a mano a mano che la boccola si usurava».

Prendo atto e, nella mia veste di giornalista, le assicuro che farò quanto è in mio potere per portare alla luce fedelmente l’accaduto, affinché possa servire da monito in chi dovesse trovarsi nelle medesime condizioni.

Saluti,
Massimo Binelli


Questi sono i fatti. Come dice Ficarra, «se qualcuno avesse qualcosa da dire», io sono qua.

Ultima modifica il Martedì, 12 Maggio 2015 13:18

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